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Niente iscrizione senza il titolo accademico

Gli ingegneri già iscritti in un settore dell'Albo che richiedono l'iscrizione ad un altro settore nella medesima sezione non possono essere iscritti - anche se hanno superato l'esame di Stato - se non possiedono il titolo accademico previsto dall'art. 47 del DPR 328/2001. Così si è pronunciato il Ministero della Giustizia (nota del 13 ottobre 2008) in risposta a una richiesta del Consiglio Nazionale Ingegneri a proposito della sentenza del TAR Puglia, sezione di Lecce, n. 4154 del 4 dicembre 2007.

«Una sentenza che contribuisce a chiarire uno dei nodi che l'ambigua tecnica di redazione del DPR 328/2001 sugli esami di Stato e sulla disciplina di taluni ordinamenti professionali aveva lasciato irrisolti e aperti a letture contrastanti», aveva scritto il CNI (circolare n. 147 del 27 febbraio 2008), con la quale «viene posto un punto fermo riguardo i requisiti necessari per la cosiddetta “mobilità intersettoriale” all'interno dell'Albo».

A seguito di quella sentenza, numerosi Ordini provinciali avevano chiesto al CNI indicazioni univoche su come comportarsi in presenza di siffatte istanze di iscrizione. E il CNI, «condividendo in toto le conclusioni del giudice amministrativo, e rigettando l'opposta tesi sostenuta da alcune Università», aveva richiesto un pronunciamento alle autorità ministeriali competenti in materia. Pronunciamento che non lascia spazio a dubbi: requisito essenziale per l'iscrizione in un settore è il possesso del relativo titolo accademico.

Non solo: il Ministero - Direzione generale della Giustizia civile - scrive che «alla luce di quanto sopra, si ritiene che gli Ordini debbano disporre la cancellazione di coloro che risultano iscritti in virtù del solo superamento dell'esame di Stato, ma in assenza del corrispondente titolo di studio».

Il CNI (con la circolare 175 del 22 ottobre 2008) ha invitato gli Ordini a «diffondere il parere ministeriale nel proprio ambito territoriale, specie presso le Università, in modo tale da contrastare ogni lettura errata delle relative disposizioni del DPR 328/2001».

Commentando la sentenza del 2007, il Consiglio Nazionale Ingegneri aveva osservato che «il giudice amministrativo ha, da un lato, valorizzato la previsione di cui al quarto comma dell'art. 3 DPR 328, dall'altro lato ha ridimensionato la portata da attribuire al quinto comma dell’art. 47 del medesimo Regolamento. L'art. 3, quarto comma, del DPR, infatti, ammette la possibilità di ulteriore iscrizione in un diverso settore della medesima Sezione soltanto per chi è in possesso del necessario titolo di studio; mentre la disciplina contenuta nell'art. 47, quinto comma, non ha carattere esaustivo, ma ha solamente la funzione di indicare le modalità (semplificate) dell’esame di Stato previsto per chi risulta già iscritto ad un altro settore della stessa Sezione, «non escludendo assolutamente la necessità del possesso del propedeutico corrispondente titolo di studio prescritto dalla norma generale contenuta nell'art. 3».

2008
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