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Sicurezza e aggiornamento: risposte del CNI ai tanti dubbi

Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha sintetizzato in una circolare - la n. 210 del 3 maggio 2013 - le richieste di chiarimenti ricevute negli ultimi mesi a proposito della formazione e dell'aggiornamento dei coordinatori per la sicurezza dei lavori, in base al decreto legislativo 81/2008.

«Fermo restando che l'unica Autorità competente a rilasciare interpretazioni ufficiali delle disposizioni in materia di salute e sicurezza del lavoro è il Ministero del lavoro e delle politiche sociali», il CNI affronta innanzi tutto i dubbi su quali enti siano abilitati a organizzare e svolgere corsi di aggiornamento. In mancanza di espliciti richiami normativi, “per analogia”, sono gli stessi abilitati per i corsi di formazione, e quindi le Regioni attraverso strutture tecniche che operano nel settore della prevenzione e della formazione professionale, oppure l'ISPESL, l'INAIL, l'Istituto italiano di medicina sociale, gli Ordini e i Collegi professionali, le Università, le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, o ancora organismi paritetici istituiti nel settore dell'edilizia.

Quanto alle modalità di svolgimento dei corsi, e in particolare alla possibilità di organizzare e frequentare corsi online, il CNI fa notare che una lettura estensiva della norma è rimasta isolata e che «l'interpretazione prevalente è nel senso che quando il legislatore ha voluto consentire questo tipo di modalità formativa, lo ha espressamente indicato».

La circolare aggiunge tuttavia che il Consiglio Nazionale Ingegneri «si farà carico delle esigenze di tutela di quei colleghi che, senza colpa, hanno frequentato corsi di aggiornamento per coordinatore della sicurezza nella modalità a distanza, e che adesso rischiano di vedere vanificato il loro impegno e non riconosciuto il loro attestato».

L'impegno del CNI in questa direzione è giustificato anche dalla convinzione che «pur con le necessarie cautele e regole tecniche, la formazione a distanza sia destinata a diventare la modalità ordinaria per i corsi di aggiornamento, a prescindere dal settore di riferimento (RSPP piuttosto che coordinatore per la sicurezza). In tal senso, ogni iniziativa mirante a rendere consapevoli le Autorità del nuovo indirizzo appare meritevole, anche per venire incontro alle aspettative di quei professionisti che, per luogo di residenza, impegni, incarichi e possibilità economiche, non siano in grado di prendere parte ai corsi di aggiornamento tradizionali».

Ma che cosa accade se il professionista non riesce ad effettuare il prescritto aggiornamento entro la scadenza del 15 maggio 2013? Il CNI spiega che «non sarà più abilitato a ricoprire il ruolo di Coordinatore per la sicurezza, e questo fino a quando non avrà espletato gli aggiornamenti previsti. Ciò ovviamente non vuol dire che perderà la formazione acquisita, ma soltanto che non sarà in grado di esercitare le proprie funzioni, che saranno sospese finché egli non completerà l'aggiornamento per il monte ore mancante».

2013
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