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Tirocini formativi: rilievi dell'Ordine sul bando

In attesa che la Regione Sardegna prenda una decisione sul bando per i tirocini formativi e di orientamento - dopo i problemi che il 15 gennaio hanno impedito a molti di presentare i progetti sul sito sardegnatirocini.it - l'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari ha segnalato alcune anomalie che potrebbero essere corrette e si è reso disponibile per un serio confronto.

In una lettera firmata dal presidente Sergio Lai e indirizzata al direttore dell'Agenzia regionale del lavoro, Stefano Tunis, l'Ordine ricorda che “uno dei requisiti per l'accesso al bando, come soggetto ospitante, è quello di avere almeno un dipendente a tempo indeterminato”: questo esclude di fatto tante “piccole imprese emergenti, soprattutto orientate a discipline specialistiche e che si occupano di ricerca e sviluppo (se ne possono citare numerose in varie zone dell’area metropolitana di Cagliari)”.

Secondo l'Ordine, “sarebbe stato utile fare un censimento tra le imprese sarde e/o tra i professionisti, attraverso gli Ordini e Collegi professionali che li rappresentano, per verificare quanti abbiano dipendenti a tempo indeterminato e capire a quali ambiti professionali il bando avrebbe dato un forte contributo”. Se poi un censimento di questo tipo è stato fatto, prosegue la lettera, “allora abbiamo un altro problema: cioè non si vuole realmente sostenere l'imprenditoria giovanile, perché diversi giovani colleghi che seguono questi bandi sostengono che non ne hanno ancora trovato uno di facile accesso per giovani imprenditori”.

A proposito del voucher previsto dal bando regionale, l'Ordine riconosce che la somma di 500 euro lordi al mese “pare marginale e non consente certamente di vivere”, anche tenendo conto che “può essere integrata dall'azienda/professionista che comunque ha dei vantaggi”, ma “d'altro canto l'importo è commisurato al fatto che il tirocinante è inesperto: 500 euro lordi sono sufficienti per un tirocinante inesperto per coprire le spese di trasferta e i pasti. Questo importo diventa ragionevole se il tirocinio viene visto e attuato dal candidato come un investimento intellettuale e tecnico, e come un investimento professionale per l'impresa che vuole far crescere il suo gruppo di lavoro”.

La lettera inviata all'Agenzia regionale del lavoro chiede inoltre “chiarimenti sulla possibilità per un libero professionista ingegnere di attivare un voucher a favore di un collega iscritto allo stesso Albo”. Sul punto infatti sono state sollevate delle perplessità, anche se “nelle linee guida non compare nessun motivo di esclusione dal finanziamento, ad eccezione dei requisiti per i cittadini extra-comunitari. Ricordiamo - sottolinea ancora l'Ordine - che l’iscrizione all’Albo non sta a significare che il professionista lavori abitualmente e che abbia una posizione IVA aperta”.

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