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Gravi difformità in un avviso dell'ARPAS

L'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari ha chiesto all'ARPAS una rettifica immediata dell'avviso sull'affidamento della progettazione impiantistica per la fornitura e posa in opera di una pompa di calore a servizio dell'impianto di climatizzazione del Dipartimento di Sassari: nella procedura sono state rilevate “gravi difformità”.

Nella diffida inviata all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, l'Ordine rileva innanzi tutto che manca la procedura di calcolo per la determinazione del valore dell'incarico, prevista anche dall'art. 11 comma 18 della L.R. 5/2007. Si fa notare inoltre che un avviso di indagine esplorativa di mercato - secondo quanto previsto dall'art. 125 comma 11 del D.Lgs. 163/2006 e di conseguenza dall'art. 267 del D.P.R. 207/2010 - non pone in essere alcuna procedura di gara. Perciò “la richiesta, in questa fase, di presentare una ‘Proposta contrattuale (offerta economica) per il servizio oggetto del presente avviso’ nonché la ‘Attestazione di presa visione dei luoghi oggetto dell'intervento rilasciata dall'Agenzia’ (art. 4 punto 2 e 3 dell'avviso) risulta essere in palese contrasto con la citata normativa”.

L'Ordine ritiene che in questa fase “l'Amministrazione debba attenersi alla richiesta dei soli requisiti necessari per l'indagine di mercato e che solo in una seconda fase, secondo le modalità previste dalla norma, essa possa invitare un adeguato numero di soggetti che verranno chiamati a presentare offerta”. Questo comporta ovviamente che si precisi “in che modo verranno scelti, tra i partecipanti ritenuti idonei, i soggetti da invitare alla successiva fase di gara per la presentazione dell'offerta economica”.

Altra contestazione: l'oggetto della prestazione richiesta è la redazione del progetto ai sensi dell'art. 279 del DPR 207/2010. Il comma 2 del citato articolo recita: “La progettazione è predisposta dalle amministrazioni aggiudicatrici mediante propri dipendenti in servizio. Per i contratti di cui all'articolo 300, comma 2, lettera b), la progettazione di servizi o forniture può avvenire nell'ambito di gare per l'affidamento di servizi o di concorsi di progettazione concernenti servizi o forniture, finalizzati a fornire alla stazione appaltante la progettazione. …”. La procedura posta in essere valuta la possibilità di affidare eventualmente la progettazione a soggetti esterni alla stazione appaltante. Ci si trova dunque nel caso di cui all'art. 300 comma 2 lett. b) del D.P.R. 207/2010 ossia nel caso “di prestazioni particolarmente complesse sotto il profilo tecnologico ovvero che richiedono l'apporto di una pluralità di competenze ovvero caratterizzate dall'utilizzo di componenti o di processi produttivi innovativi o dalla necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità”.

In questo caso dunque, ai sensi del suddetto articolo, “il direttore dell'esecuzione del contratto è comunque un soggetto diverso dal responsabile del procedimento”, fa notare l'Ordine. Quindi “appare opportuno che l'Ente valuti la possibilità di nominare un direttore dell'esecuzione, i cui compiti sono definiti dall'art. 301 del D.P.R. 207/2010, tra altre figure titolate interne all'Amministrazione stessa”. In mancanza di tali figure, occorrerebbe modificare l'avviso, “ricomprendendo, tra le prestazioni da richiedere, sia quella relativa alla progettazione sia quella relativa al direttore dell'esecuzione del contratto, onde evitare di ricadere nell'ipotesi di frazionamento dell'incarico vietato ai sensi dell'art. 262 comma 4” (vedere a questo proposito la deliberazione ANAC n. 36, adunanza del 4 aprile 2012).

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