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Parco a Quartucciu: procedura di incarico bocciata

Il Comune di Quartucciu non ha operato nel rispetto delle norme nella procedura al termine della quale ha affidato - con un cottimo fiduciario - l'incarico per lo studio di fattibilità del progetto sul parco lineare sul rio Is Cungiaus. La Direzione generale Vigilanza lavori servizi e forniture presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha fatto propri i rilievi mossi dall'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari.

Nella lettera datata 27 ottobre 2014 che annuncia la chiusura dell'istruttoria, l'organo di vigilanza conferma che “appare illegittima la mancata motivazione della determinazione del corrispettivo” e che l'amministrazione ha chiesto, “al fine della dimostrazione della capacità tecnico-economica, requisiti superiori a quelli fissati dal Regolamento di attuazione del Codice”.

Il provvedimento notificato al Comune e all'Ordine fra l'altro definisce illegittima anche una previsione contenuta nel regolamento comunale per l'acquisto di beni e servizi in economia. L'organo di vigilanza ricorda che “la materia dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria è sottoposta a specifica ed autonoma disciplina, come disposto dagli artt. 90 e seguenti del codice degli appalti e dagli artt. 252 e seguenti del DPR 207/2010. Conseguentemente, non può essere surrettiziamente aggirato il disposto di cui all'art. 267 del DPR 207/2010 che, al comma 1, in modo inequivocabile, statuisce che i servizi di cui all'articolo 252 il cui corrispettivo complessivo stimato sia inferiore a 100.000 euro, sono affidati dalle stazioni appaltanti secondo le disposizioni dell'articolo 91, comma 2, del codice, e del medesimo articolo 267.”

“Da ciò deriva l'illegittimità della previsione dell'art. 2, comma 2, lettera jjj), del ‘Regolamento per l'acquisto di beni e servizi in economia’, approvato con deliberazione di Consiglio comunale di Quartucciu n. 10 del 20/02/2014, esecutivo dal 13/03/2014, di ricomprendere tout court tra i servizi in economia cui applicare la stessa disciplina quelli tecnici in materia di lavori pubblici, di importo non superiore a 100.000 euro.”

“Così come illegittima risulta la mancata applicazione dell'art. 264, co. 1, lett. d) del DPR 207/2010. Né si condivide l'interpretazione del Rup circa il disposto dell'art. 11 comma 18 della L.R. n. 5/2007. Detta norma recita, testualmente: ‘La procedura di calcolo per la determinazione del valore dell'incarico deve essere allegata all'avviso pubblico’, in ciò concordando con le previsioni dell'art. 264, co. 1, lett. d). È ovvio, quindi, che sia inconferente il richiamo del Rup alla mancata esibizione delle indicazioni sulle modalità di calcolo del corrispettivo dell'incarico, in sede di cofinanziamento del servizio da parte della Regione Sardegna.”

“Per completezza, si fa presente che la spiegazione di siffatta prescrizione la si ritrova nella determinazione AVCP n. 5/2010 e nel successivo parere di precontenzioso AVCP n. 52 del 10.4.2013.”

Respinte le giustificazioni del Comune anche a proposito dei requisiti che i professionisti avrebbero dovuto dimostrare di possedere. L'organo di vigilanza scrive: “Non appare legittima la richiesta di requisiti sovrabbondanti rispetto a quelli previsti dall'art. 267, comma 7, del DPR 207/2010. Alle stazioni appaltanti è riconosciuto il potere discrezionale di fissare requisiti minimi solo entro i limiti disposti dalle norme. [ … ] La stazione appaltante, facendo riferimento all'art. 263 del DPR 207/2010, ha violato tali limiti.”

In breve le varie tappe della vicenda. Il 15 maggio 2014 l'Ordine aveva informato il Comune su alcune anomalie rilevate nell'avviso. Mancava innanzi tutto la procedura di calcolo per la determinazione del valore dell’incarico, prevista sia dall’art. 11 comma 18 della L.R. 5/2007 che dal D.M. 143/2013. Alla gara avrebbero potuto partecipare (punto 6 dell’avviso) i soggetti di cui all’art. 90 comma 1 lettere d), e), f), f-bis), g) ed h) del D.Lgs 163/2006. Ma “nel riportare le diciture al punto a) è stato omessa la parola ‘singoli’. Pur ritenendo che si tratti di un mero errore materiale - scriveva l'Ordine - [ … ] si ritiene che la mancata correzione dell’errore potrebbe generare perplessità e limitare l’accesso alla gara da parte dei partecipanti.”

Critiche anche alla decisione del Comune di inserire fra i requisiti di idoneità professionale per l’ammissione quelli previsti all’art. 263 del D.P.R. 207/2010. Secondo l'Ordine, “tale richiesta appare alquanto restrittiva in virtù del fatto che per importi inferiori a 100.000 € è possibile applicare quanto previsto all’art. 267 del D.P.R. 207/2010 che prevede l’individuazione dei professionisti in possesso degli specifici requisiti tramite elenchi di operatori economici. Si ricorda infatti che il requisito del fatturato globale di cui all’art. 263 comma 1 lettera a) del D.P.R. 207/2010 è richiedibile solo con congrua motivazione ai sensi dell'art. 41, comma 2, del D.Lgs. n. 163 del 2006. In difetto di un’adeguata motivazione, tale limitazione si traduce infatti in un’indebita restrizione della libera concorrenza, nonché in una violazione del principio del favor partecipationis.”

Nella risposta all'Ordine, il Comune di Quartucciu aveva spiegato: “L'importo posto a base di gara, pari ad 37.715,79 oltre CNPAIA e IVA di legge, è quello determinato dalla Regione Autonoma della Sardegna [ …] in qualità di Ente cofinanziatore del 70% dell'intervento. Sull'omissione della dicitura “singoli” nel punto 6 lett, a) dell'avviso, l'amministrazione ribadisce che si è trattato di un semplice errore materiale: “Si ritiene che tale omissione non abbia di fatto inficiato la procedura avviata, in quanto nell'avviso pubblico sono stati riportati esaustivamente gli estremi normativi che regolano la partecipazione dei professionisti”.

Quanto poi all'idoneità professionale (punto 7 lett. b dell'avviso), il Comune aveva scritto: “La procedura è finalizzata all'affidamento dell'incarico ai sensi dell'art. 125, comma 11, del D.Lgs. 163/2000 e trattandosi di appalto di servizi di importo inferiore ad € 40.000,00 l'affidamento è diretto da parte del RUP. A tal fine lo scrivente RUP, tenuto conto dell'importanza territoriale dell'intervento da proporre all'Amministrazione comunale, nell'ambito dei propri criteri discrezionali di valutazione, considerati importanti per determinare le capacità economico- finanziarie e tecnico-organizzative del soggetto a cui affidare direttamente l'incarico, ha ritenuto significativo, tra gli altri, valutarne l'esperienza professionale anche in ragione del fatturato degli ultimi cinque anni”.

Ritenendo insufficienti le spiegazioni del Comune di Quartucciu, l'Ordine aveva segnalato il caso agli organi di vigilanza, e il 19 settembre 2014 l'Autorità aveva annunciato l'apertura di un'istruttoria, per “verificare eventuali anomalie nella selezione [ … ] per l'individuazione dell'affidatario e, in particolare, con riferimento al mancato rispetto delle regole che consentono la libera concorrenza e il libero accesso alle procedure di partecipazione per il conferimento degli incarichi presso la Pubblica amministrazione.”

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