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Comune di Nuoro, l'ANAC chiarisce gli errori nell'avviso

Gli uffici di Vigilanza contratti pubblici presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione non hanno preso provvedimenti sulle procedure seguite dal Comune di Nuoro per l'affidamento dei servizi professionali per la riqualificazione del Centro sportivo polivalente (Progetti integrati di sviluppo urbano): poiché la Regione Sardegna non aveva accolto la richiesta di proroga, è mancato il finanziamento necessario per l'affidamento del servizio e quindi “è venuto meno il presupposto su cui fondava l'esposto” presentato dall'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari.

Esaminata la documentazione fornita dal Comune, l'Autorità di vigilanza ha ritenuto comunque di rispondere con “alcuni chiarimenti, utili per l'adozione di un comportamento in linea con gli atti di indirizzo forniti a tutte le stazioni appaltanti.”

A proposito della procedura di calcolo per la determinazione del valore dell'incarico, si precisa che “l'Autorità, con determinazione AVCP 5/2010 e nel successivo parere di precontenzioso AVCP n. 52 del 10.4.2013, ha chiarito che l'obbligo di fornire il conteggio analitico delle competenze professionali, in allegato al bando o all'avviso pubblico, deriva dalla necessità che tale corrispettivo sia congruo, tenuto conto della natura e della complessità dei servizi da appaltare, al fine di garantire la qualità delle prestazioni. La determinazione dell'importo a base di gara, in ragione di un'analitica indicazione delle singole componenti della prestazione professionale, è altresì funzionale a una più efficace verifica dell'anomalia delle offerte ed alla proporzionale determinazione dei requisiti di partecipazione alla gara. Appare pertanto irrilevante, in base alla ratio ora enunciata, che l'avviso in oggetto non sia un avviso di gara ma un avviso di indagine di mercato.”

“E, del resto, che tale obbligo non possa essere rinviato al momento degli inviti ai concorrenti selezionati, ma debba essere allegato all'avviso pubblico, sia pure relativo ad indagine di mercato, è chiarito dalla stessa Regione Sardegna nell'art. 11 comma 18 della L.R. n. 5/2007.”

Quanto poi ai requisiti per i progettisti, l'Autorità respinge l'interpretazione data dal Comune di Nuoro all'art 267, comma 7 del DPR 207/2010. Si fa notare infatti che “i requisiti di natura tecnica richiesdti, per servizi tecnici di importo inferiore a € 100.000, ai soggetti da invitare dopo indagine di mercato non possono, ragionevolmente, essere più restrittivi di quelli imposti dall'art. 263 per servizi di importo superiore a suddetta soglia, ovvero di quelli fissati dallo stesso art. 267, comma 3, sotto soglia, qualora i soggetti da invitare fossero individuati tramite elenchi di operatori economici. In contrario, risulterebbe violato il principio di proporzionalità, il cui rispetto è ribadito dall'art. 267, al comma 2, del DPR 207/2010.”

Inoltre, si legge nella nota trasmessa anche al Comune, “il periodo ‘i requisiti sono indicati con riferimento alla specificità del servizio da affidare’ non va inteso nel significato che i requisiti richiesti dalla stazione appaltante sono individuati indipendentemente dalle qualificazioni stabilite nel tariffario. Infatti, la richiamata specificità afferisce alle diverse prestazioni che possono essere ricomprese nell'insieme dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria. D'altra parte, il comma 7, di seguito al suddetto periodo, dispone che il requisito minimo che la stazione appaltante può richiedere nell'avviso dipende inequivocabilmente delle classi e categorie di lavori cui si riferisce d servizio da affidare, e, di conseguenza, dalle qualificazioni stabilite nel tariffario.”

Con una lettera datata 5 giugno 2014, l'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari aveva invitato il Comune di Nuoro ad integrare l'avviso sulle procedure di affidamento dei servizi professionali per il Centro sportivo polivalente. Fra la documentazione mancava la procedura di calcolo per la determinazione del valore dell'incarico: l'amministrazione avrebbe dovuto chiarire spiegare come si fosse giunti alla quantificazione della somma posta a base di gara, al fine di valutarne la congruità.

Quanto ai requisiti di idoneità tecnico-professionale per l'ammissione alla selezione, l'Ordine ricordava che “per tutti gli affidamenti, qualsiasi importo essi abbiano, non possono essere richiesti per le classi (…) requisiti in categorie di livello superiore a quelle dei lavori da progettare. D'altra parte, deve essere ammesso alla gara il concorrente che dimostri i propri requisiti sulla base di incarichi precedenti in classi (…) e categorie di livello più elevato di quelle richieste dal bando. (…) In sostanza, i requisiti speciali devono essere individuati con riferimento a qualsiasi intervento appartenente alla stessa classe e categoria dei progetti da redigere (…)”.

Inoltre si chiariva che i servizi da considerare avrebbero dovuto essere “sia quelli svolti per committenti pubblici, sia quelli svolti per committenti privati, così come previsto dall'art. 42 comma 1 lettera a) del D.Lgs 163/2006”. Anche perché “la libera concorrenza e la parità di trattamento nelle gare comunitarie escludono che all'amministrazione sia data la facoltà di restringere la partecipazione con criteri limitativi della capacità tecnica: l'aggettivazione pubblici o privati, contenuta nell'art. 42 del Codice a proposito degli enti presso i quali il fatturato è stato conseguito, deve essere interpretata cumulativamente e non disgiuntamente, salve restando le particolari ragioni che possano giustificare la discriminazione in favore dell'una o dell'altra tipologia di ente, di cui offrire però ampia contezza in sede di motivazione” (TAR Umbria, sez. I, 23 dicembre 2013, n. 568). Poiché dunque non risultavano chiaramente esplicitati i requisiti tecnico-professionali da dimostrare, si chiedeva al Comune di Nuoro di integrare l'avviso.

Un altro problema nel punto in cui non era previsto l'invio delle istanze di partecipazione tramite posta elettronica certificata: l'Ordine ricordava che - in base al Codice dell'Amministrazione digitale - a partire dal 1º gennaio 2014 le pubbliche amministrazioni sono tenute a utilizzare “esclusivamente:

  • i canali e i servizi telematici, ivi inclusa la posta elettronica certificata, per l'utilizzo dei propri servizi, anche a mezzo di intermediari abilitati, per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie, per l'esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni”;
  • “servizi telematici o la posta elettronica certificata anche per gli atti, le comunicazioni o i servizi dagli stessi resi”.

Il Comune aveva difeso le scelte fatte e non aveva integrato l'avviso: decisione criticata dall'Ordine che - dopo aver ribadito la fondatezza dei rilievi - aveva segnalato il caso all'Autorità di vigilanza, con la conseguente apertura di un'istruttoria: i primi chiarimenti forniti dall'amministrazione non erano stati giudicati soddisfacenti.

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