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Energie rinnovabili, in vigore i nuovi limiti per gli edifici

Dal 1º gennaio 2014 sono in vigore in nuovi limiti fissati dal D.Lgs. 28/2011 (“Decreto rinnovabili”), che definisce per gli edifici i criteri di dotazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili. Il testo normativo ha introdotto due definizioni:

  • edificio di nuova costruzione, inteso come un edificio per il quale la richiesta del titolo edilizio comunque denominato (permesso di costruire, Scia, Dia, etc.) sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, quindi dopo il 29 marzo 2011;
  • edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante, inteso come edificio esistente avente superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l'involucro, oppure edificio esistente soggetto a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria.

Nel caso di edifici di nuova costruzione o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, per i quali la richiesta del titolo edilizio sia presentata dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria (ACS) e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:

  • edifici privati: 35%
  • edifici pubblici: 38,5%
  • edifici privati in centro storico: 17,5%
  • edifici pubblici in centro storico: 19,25%

Per i medesimi edifici, la potenza elettrica misurata in kW degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all'interno dell'edificio, o nelle relative pertinenze, è calcolata secondo la formula P=S/K, in cui

  • S è la superficie in pianta dell'edificio al livello del terreno, misurata in m2,
  • K è un coefficiente (m2/kW) che assume il valore di 65.

Per gli edifici pubblici gli obblighi sono incrementati del 10%.

Un esempio applicativo:

  • Superficie “S”, 50 m2 - minima potenza obbligatoria: 0,77 kWp
  • Superficie “S”, 75 m2 - minima potenza obbligatoria: 1,15 kWp
  • Superficie “S”, 100 m2 - minima potenza obbligatoria: 1,54 kWp
  • Superficie “S”, 125 m2 - minima potenza obbligatoria: 1,92 kWp
  • Superficie “S”, 150 m2 - minima potenza obbligatoria: 2,31 kWp
  • Superficie “S”, 175 m2 - minima potenza obbligatoria: 2,69 kWp
  • Superficie “S”, 200 m2 - minima potenza obbligatoria: 3,08 kWp

Gli obblighi descritti non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

I pannelli solari termici o fotovoltaici disposti sui tetti degli edifici devono essere aderenti o integrati nei tetti medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda (complanari alla superficie).

L'impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi di integrazione deve essere richiamata dal progettista nella relazione tecnica prevista all'articolo 4, comma 25 del DPR 2 aprile 2009, n. 59 (relazione ex legge 10) e dettagliata esaminando la non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili.

Tali obblighi non si applicano agli edifici di cui alla parte seconda e all'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, e a quelli specificamente individuati come tali negli strumenti urbanistici, qualora il progettista evidenzi che il rispetto delle prescrizioni implica un'alterazione incompatibile con il loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai caratteri storici e artistici.

Il titolo edilizio non potrà essere rilasciato in caso di mancata osservanza degli obblighi previsti dal D.Lgs. 28/2011.

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