il logo dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari

sede: via Tasso 25 - 09128 Cagliari
telefono: 070.499703 - 070.499075 • fax: 070.44370 • P.IVA 00458800927
contatti e-mail
orari per il pubblico: lunedì: 11-13; martedì: 9-13 e 16-20
mercoledì: 9-13; giovedì: 9-13 e 16-20; venerdì: 11-13
[ login ]

Regione: Legge finanziaria 2015, un altro passo indietro nel processo di snellimento della pubblica amministrazione

Il Disegno di legge della Regione Sardegna concernente “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione” (Legge Finanziaria 2015) all’articolo 5, recante disposizioni in materia di opere pubbliche, recita al comma 1:

Il presente comma prevede che entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge finanziaria, la Giunta regionale presenti un disegno di legge di riforma AREA al fine di attribuire, tra l'altro, le funzioni di studio, progettazione ed attuazione delle opere pubbliche di competenza regionale. Ciò permetterà di conseguire evidenti vantaggi in termini di riduzione dei tempi di esecuzione delle opere mediante l'eliminazione dei cosidetti "intermediari esterni" nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche.

È paradossale che per ridurre i tempi del processo di realizzazione delle opere pubbliche si cancelli una fase, quella dell'individuazione del team di progettazione secondo i principi comunitari di qualità e trasparenza, piuttosto che assumersi la responsabilità di riorganizzare la macchina amministrativa e fare in modo che riesca a gestire con efficacia e tempestività queste procedure (si pensi al mancato rispetto dell'obbligo di istituire la centrale unica di committenza). Si reitera l'errore di accentrare sulla PA ruoli e competenze che possono essere delegati all'esterno, distogliendo tempo e risorse da quelle attività di pianificazione e controllo che le competono invece in via esclusiva.

Si prende la scorciatoia e lo schema è sempre lo stesso: apriamo i cantieri, diamo lavoro ad operai, carpentieri, muratori, tecnici di cantiere, tiriamo avanti ancora qualche anno poi ci pensiamo, troveremo un'altra soluzione. Di qualità, ricadute, costi, impatti, di interventi strutturali per costruire lo sviluppo, per creare un'economia stabile, per portare il progresso nella nostra società, per investire nella conoscenza, nelle competenze costruendo una visione, ci sarà tempo di parlarne; continuiamo con l'emergenza, facciamo il pane senza far lievitare l'impasto, pazienza prendiamoci quello che viene, ma facciamolo comunque.

Prima di preoccuparsi di progettare al proprio interno la Pubblica Amministrazione dovrebbe impegnarsi ad offrire a cittadini e imprese servizi di qualità e in tempi certi, stimolando crescita e sviluppo attraverso un buon management del processo di pianificazione, controllo e gestione degli interventi sul territorio.

Se la Pubblica Amministrazione vuole occuparsi della progettazione, è corretto istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti e che il progetto sia unico e multidisciplinare, non la somma di ‘consulenze esterne’, eludendo di fatto l’applicazione della norma nazionale e comunitaria sui servizi di progettazione.

Il progetto non è il risultato della somma di norme né il risultato di una scomposizione in problemi semplici. Elaborare il progetto e seguirne la realizzazione è un lavoro di grande responsabilità e il percorso scientifico, normativo, creativo, di mediazione di linguaggi, ha a che fare con la gestione della complessità e deve essere riconosciuto. In primo luogo da chi è deputato, nelle istituzioni, ad attuare un progetto per il futuro della collettività!

I cosiddetti ‘intermediari esterni’ della progettazione e realizzazione, come definiti nel disegno di legge, sono i professionisti che ogni giorno lavorano sul campo della progettazione, del controllo e della realizzazione delle opere pubbliche. E’ piuttosto singolare che il governo regionale si esprima, in particolare nel disegno di legge sul Bilancio, che rappresenta la traduzione applicativa del pensiero politico, nella direzione della loro eliminazione. E’ bene ricordare che solo i professionisti dell’area tecnica in Sardegna sono oltre 15.000, senza considerare l’indotto, e rappresentano una percentuale rilevante del Pil della nostra regione. Le cosiddette ‘intermediazioni esterne’ altro non sono che posti di lavoro.

Posti di lavoro che, con sacrificio e con una pressione fiscale oltre il limite della sopportazione, cercano quotidianamente di contribuire alla realizzazione degli interventi pubblici, assumendo ruoli di responsabilità spesso non commisurati ai compensi percepiti.

Discrasia tra responsabilità e compensi, accentuata dall'assenza di qualsiasi logica di riconoscimento del merito, di gratificazione e valorizzazione delle competenze, che nel caso dei professionisti dipendenti si cerca di colmare con gli incentivi del 2%, a danno della collettività.

Ci si illude di riuscire a realizzare in tempi ragionevoli opere pubbliche di qualità destinando alla progettazione e alle attività professionali collegate il 2% dell'investimento quando l'incidenza di questi costi in tutte le altre realtà europee è del 20%, in Inghilterra si arriva al 35%

Legge finanziaria Regione Sardegna 2015

Questa la nota in merito rilasciata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri:

La giunta regionale vara una proposta per tagliare i progettisti esterni Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene in merito al Disegno di legge di bilancio della Regione Sardegna che fa riferimento all’eliminazione degli “intermediari esterni” nelle attività di progettazione e realizzazione di opere pubbliche.

Gianni Massa: “I progettisti esterni rappresentano professionalità e posti di lavoro. Se la PA vuole progettare ‘in house’ non può farlo in maniera occasionale e deve affidarsi a progettisti che abbiano gli stessi requisiti richiesti ai liberi professionisti”.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene in merito al Disegno di legge della Regione Sardegna concernente “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione” (Legge Finanziaria 2015). Tra gli altri, l’articolo 5 reca le disposizioni in materia di opere pubbliche. Nel comma 1, in particolare, si legge quanto segue: “Ciò̀ permetterà̀ di conseguire evidenti vantaggi in termini di riduzione dei tempi di esecuzione delle opere mediante l’eliminazione dei cosiddetti “intermediari esterni” nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche”.

“I cosiddetti ‘intermediari esterni’ della progettazione e realizzazione, come definiti nel disegno di legge - afferma il cagliaritano Gianni Massa, Vice Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri - sono i professionisti che ogni giorno lavorano sul campo della progettazione, del controllo e della realizzazione delle opere pubbliche. E’ piuttosto singolare che il governo regionale si esprima, in particolare nel disegno di legge sul Bilancio che rappresenta la traduzione applicativa del pensiero politico, nella direzione della loro eliminazione. E’ bene ricordare che solo i professionisti dell’area tecnica in Sardegna sono oltre 10.000, senza considerare l’indotto, e rappresentano una percentuale rilevante del Pil della nostra regione. Le cosiddette ‘intermediazioni esterne’ altro non sono che posti di lavoro”.

Posti di lavoro che, con sacrificio e con una pressione fiscale oltre il limite della sopportazione, cercano quotidianamente di contribuire alla realizzazione degli interventi pubblici, assumendo ruoli di responsabilità spesso non commisurati ai compensi percepiti. “Il progetto – osserva ancora Gianni Massa – non è il risultato della somma di norme né il risultato di una scomposizione in problemi semplici. Elaborare il progetto e seguirne la realizzazione è un lavoro di grande responsabilità e il percorso scientifico, normativo, creativo, di mediazione di linguaggi, ha a che fare con la gestione della complessità e deve essere riconosciuto. In primo luogo da chi è deputato, nelle istituzioni, ad attuare un progetto per il futuro della collettività!” Le capacità per ideare, elaborare e realizzare un progetto si costruiscono sul campo, con passione, impegno, studio, dedizione. E’ corretto pensare di istituire uffici di progettazione interni alla PA (senza che questo possa presupporre “l’eliminazione dei professionisti esterni”), ma questo implica la costruzione di uffici che lo fanno quotidianamente, specializzati nelle differenti discipline. Redigere il progetto non può essere un impegno “occasionale” o che va a discapito di altre fondamentali funzioni tecnico-amministrative, quali il controllo e il management del procedimento.

“Se la Pubblica Amministrazione – precisa il vicepresidente – vuole occuparsi della progettazione, è corretto istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti e che il progetto sia unico e multidisciplinare, non la somma di ‘consulenze esterne’".

“Prima di preoccuparsi di progettare al proprio interno – conclude Massa – la Pubblica Amministrazione dovrebbe impegnarsi ad offrire al cittadino un servizio di qualità e in tempi certi attraverso un buon management del processo di progettazione e realizzazione.

2015
il logo del CNI - Consiglio Nazionale Ingegneri
il logo del Centro Studi del CNI
il logo del 59° Congresso nazionale degli Ordini degli Ingegneri, a Caserta
logo Regione Sardegna - Prezzario Lavori pubblici