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Rafforzare i processi partecipativi. La Regione raccolga le nostra richieste

CONDIVIDERE I PROCESSI DI DECISIONE SIGNIFICA DARE 
UN VALORE AGGIUNTO ALLE RIFORME.  
ECCO L’ESEMPIO DEL DISEGNO DI LEGGE SEMPLIFICAZIONE.

Per migliorare il rapporto di condivisone, e con esso lo scambio di conoscenze e di saperi instaurato con l’Amministrazione Regionale, occorre allargare le possibilità di confronto a più fasi decisionali e in più momenti operativi, aprendo al dialogo e raccogliendo le molteplici sollecitazioni della comunità. 
Partire da questo principio non può che essere un primo significativo passo di svolta verso il miglioramento di quella bilateralità necessaria fra territorio (associazioni di categoria, reti, professionisti) e istituzioni. Ribadirlo, soprattutto nel contesto delle molteplici politiche realizzate dall’Ente Pubblico, serve di sicuro a costruire, nonché trasmettere, una nuova consapevolezza orizzontale, capace cioè di qualificare gli interventi del pubblico verso un approccio bottom up, che capovolga e inverta la verticalità delle scelte. 

COINVOLGERE LA SOCIETA'

Più esplicitamente, il processo partecipativo deve poter essere un valore aggiunto alle decisioni intraprese dalla Regione. Ecco perché non si può, né si deve coinvolgere la società solo in fasi decisionali avanzate.  La vera forma di coinvolgimento è infatti la co-produzione di una politica integrata, capace di attivare tavoli di confronto e negoziazioni di idee già in fase preliminare, ovvero durante la stesura dei Decreti di Legge, consentendo così di incidere realmente, e non per mera formalità, sulle sue parti più significative di una riforma. 
 

DISEGNO SEMPLIFICAZIONE 

In questo senso diventa allora un esempio interessante il lavoro svolto sul “Disegno Semplificazione”. Un’azione corale che ha coinvolto una pluralità di voci tecniche: gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti, il Collegio dei Geometri e dei Periti Industriali della Provincia di Cagliari, la Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Sardegna. Una multi-collaborazione di soggetti che, dopo un attento esame del Disegno di Legge in oggetto, ha proposto nel merito le sue osservazioni (specificate in forma integrale sul seguente link).

PIU' EFFICIENZA. PIU' QUALITA'. 

Il modello proposto è un obiettivo forse ambizioso, ma necessario: attuare una semplificazione della macchina amministrativa e burocratica che governa i procedimenti amministrativi della Regione significa infatti agevolare  l’apparato burocratico pubblico e snellire le funzioni e l’efficienza della macchina amministrativa stessa. Tradotto: più qualità, risparmio di tempi, meno costi.  

 

RISORSE E TRASPARENZA 

In questa cornice, gli intenti esplicitati nel Disegno di Legge risultano di notevole validità, ma di sicuro serve più chiarezza rispetto alle risorse economiche che sorreggeranno le riforme in oggetto (soprattutto in tema di innovazione e di tecnologia). E per risorse, va sottolineato, non si intendono solo aspetti di tipo finanziario, bensì anche risorse umane: menti, competenze, professionalità. Ecco, capire quale possa essere la valutazione dell’investimento che si vuole  realizzare servirebbe ad avere una visione più completa degli intendimenti della Regione sul tema Semplificazione. Intendimenti che, ad oggi, pur sorretti da validi contenuti, restano ancora assenti. Per questa ragione vale ancor di più il valore della partecipazione, e la richiesta concreta di in tavolo congiunto per ridisegnare un nuovo confronto.  

 
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