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Regole certe e un sistema che crei opportunità. Ecco la vera alternativa contro gli illeciti.

Regole certe e un sistema che crei opportunità.

Ecco la vera alternativa contro gli illeciti.

Alla luce dei recenti fatti di cronaca, con l'ondata di arresti di amministratori pubblici e professionisti nell'ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Oristano sulla gestione degli appalti in Sardegna, ed in attesa che la magistratura faccia chiarezza, occorre fare delle doverose riflessioni.

DUE CONFERME

Quanto è accaduto evidenzia quanto da tempo sosteniamo: da un parte, la necessità di controlli capillari, dall’altra, la limitata efficacia di un rigoroso e costosissimo sistema di procedure che regolano gli appalti pubblici.

NORME COMPLESSE PROCEDURE COSTOSE

Va detto: nonostante norme e procedimenti molto complessi e articolati, lunghi e costosi da attuare, si profila sempre più l'impossibilità di impedire comportamenti illegittimi, messi in evidenza dai controlli delle forze dell'ordine.

UN PROBLEMA MULTISETTORIALE

Ormai è una costante che si ripete in diversi settori, non solo in quello dei lavori pubblici. In edilizia ed urbanistica, con il fenomeno dell'abusivismo e tempi autorizzativi inaccettabili. Ma anche nella sanità, con procedure di selezione che sono tutto tranne che oggettive e la cronica inefficienza nella gestione delle strutture e del sistema sanitario, così come nel settore della gestione del territorio, con il proliferare dei reati ambientali e la costante dell'emergenza rischio idrogeologico.

IL PESO SULLA COMUNITÀ

Ma allora che senso ha tutto questo, vale la pena di tenere in piedi questo sistema, sostenere ancora questi costi? Costi che gravano sulle pubbliche amministrazioni, sovraccaricando il personale distogliendolo dall'attività primaria al servizio della collettività, ma anche su cittadini e imprese, sui quali sono scaricati anche i costi dei ritardi e delle inefficienze della macchina pubblica, oltre che del mancato sviluppo economico e sociale del paese. Ma è possibile accettare che qualsiasi provvedimento legislativo o atto amministrativo di governo sia valutato dalla sola ragioneria dello stato in termini di impatto sulla finanza pubblica e non venga in alcun modo valutato in termini di impatti economici e sociali sulla collettività? Partendo dall'esigenza di applicare principi sacrosanti per la gestione della cosa pubblica, deve esserci una proporzionalità, una valutazione dei benefici e degli impatti economici e sociali che la loro applicazione comporta.

QUALI LE RICADUTE SUL TERRITORIO

Quali ritorni ci ha dato e ci sta dando questo approccio prescrittivo nella lotta alla corruzione, nel miglioramento della qualità delle opere, quali ricadute sul territorio in termini di sviluppo e qualità della vita? La risposta la conosciamo: nessuno. Lo scenario degli ultimi anni è quello di un paese con un spesa pubblica che cresce, in cui i costi dell'inefficienza del sistema sono scaricati sulla società, con i controlli affidati esclusivamente alle forze dell'ordine e alla magistratura.

UNA PROPOSTA

Occorre cambiare approccio, se è vero che i comportamenti illegittimi ci sono, e ci saranno, attrezziamoci per individuarli in maniera sistematica, trasferendo sui controlli in campo le risorse liberate, ma soprattutto, sfoltendo la selva di procedure e adempimenti che ostacolano anche il lavoro e le iniziative di operatori e cittadini onesti.

OPPORTUNITÀ E CONTROLLI

Passare dunque da controlli e procedure ex-ante, ridondanti, stringenti, costose quanto inefficaci, ad un sistema fatto di opportunità, di regole semplici, diretto, basato sulla fiducia nei cittadini e sulla responsabilità degli operatori, con controlli certi in corso d'opera ed ex-post.

UNA METAFORA

C’è una metafora che forse ci aiuta a capire quello che sta avvenendo. L'esempio, è quello degli stadi. Il sistema di gabbie messo in piedi per arginare la violenza degli ultras ha provocato l'effetto contrario a quello per cui sono state costruite. Ovvero: ha reso forti i violenti, scoraggiando la presenza delle persone civili rendendo gli stadi luoghi poco sicuri. Oggi gli stadi si progettano senza barriere, accoglienti, aperti. Chi entra conosce le regole, e se sbaglia è immediatamente individuato e portato fuori. Ecco, il sistema che dobbiamo promuovere è questo: fatto di certezza normativa, di consapevolezza civica e cittadinanza responsabile. Sul terreno di questi valori possiamo costruire una alternativa vera contro la corruzione.

 

Presidente Ordine degli Ingegneri Cagliari

Gaetano Attilio Nastasi

2015
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