Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo Sblocca Cantieri: ecco le modifiche al Codice Appalti e al Testo Unico sull’edilizia

Data di pubblicazione: 
Lunedì, Aprile 29, 2019

Nel testo pubblicato sono contenute, al Capo I, le norme in materia di contratti pubblici, di accelerazione degli interventi infrastrutturali, e di rigenerazione urbana; al Capo II, una serie di disposizioni relative agli eventi sismici nella regione Molise e dell’area etnea; e al Capo III, le Disposizioni relative agli eventi sismici dell’Abruzzo nell’anno 2009, del Centro Italia negli anni 2016 e 2017 e nei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno dell’isola di Ischia nel 2017.

Le norme dello Sblocca Cantieri avranno un impatto importante sul quadro normativo esistente, sia sul dispositivo del Codice dei Contratti, che sulle norme contenute nel Testo Unico per l’edilizia.

Le principiali modifiche al Codice appalti riguardano: il superamento delle linee guida Anac e dei decreti attuativi (emanati ed ancora da emanare in attuazione del dlgs 50/2016), che saranno sostituiti da un regolamento unico; l’innalzamento da 150.000 a 200.000 euro della soglia per l’affidamento con procedura negoziata con 3 operatori; l’individuazione del massimo ribasso come criterio di aggiudicazione predefinito per i contratti di appalto sottosoglia (5,5 milioni per lavori) e l’obbligo per la stazione appaltante di motivare eventuali scelte diverse; la possibilità di appaltare il progetto definitivo per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ad esclusione degli interventi che prevedono rinnovo o sostituzione della parti strutturali di opere e impianti; l’estensione ad ogni tipo di appalto, ai servizi e alle forniture dell’anticipazione del 20% del prezzo. Ancora: il limite dei lavori in subappalto sale dal 30% al 50% dell’importo complessivo del contratto; il pagamento diretto dei subappaltatori, ossia il pagamento diretto dei subaffidatari deve essere riconosciuto dalle stazioni appaltanti su richiesta dell’impresa; il rito superaccelerato negli appalti, che imponeva di contestare subito ammissioni ed esclusioni e stabiliva una corsia accelerata per la decisione dei giudici viene del tutto eliminato; vengono invece ripristinati gli incentivi del 2% per i tecnici della PA; eliminato anche l’obbligo di procedere tramite centrali di committenza, unioni di comuni o stazioni uniche appaltanti per i comuni non capoluogo in possesso della qualificazione di stazione appaltante. I Comuni non capoluogo potranno gestire da soli le procedure di gara di maggior rilievo, senza ricorrere a centrali uniche di committenza o stazioni uniche appaltanti; le stazioni appaltanti potranno nominare commissari di gara interni in caso di carenza di iscritti nell’albo gestito dall’Anac; le varianti di importo inferiore al 50% relative a progetti definitivi già approvati dal Cipe non dovranno essere rimesse di nuovo al Cipe ma potranno essere autorizzate direttamente dalla stazione appaltante.

Per quanto riguarda invece il Testo unico per l’edilizia, con l’entrata in vigore del decreto Sblocca cantieri vengono inserite nuove norme in materia di rigenerazione urbana, ed in particolare riguardo alle deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati  (art.2 bis del testo unico), di deposito al SUE e denuncia dei lavori di realizzazione e relazione a struttura ultimata di opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica (art.65 del testo unico), e di interventi strutturali in zone sismiche  (art. 94 bis del testo unico).

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