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Come ingegnere iunior posso firmare un progetto per .... ?

Per le risposte a questo ricorrente quesito si può fare riferimento alla pubblicazione “Le competenze professionali degli ingegneri iuniores” del Centro Studi del CNI, aggiornata a luglio 2008. Ne riproduciamo qui alcune parti.

Accanto al supporto alle attività degli ingegneri, il DPR n. 328/2001 attribuisce agli ingegneri iuniores la competenza all'esercizio di alcune attività autonome di progettazione, direzione dei lavori, stima e/o collaudo. Fra queste attività sono comprese:

1) per l'ingegneria civile e ambientale, la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate (art. 46, 3º comma, lett. a, n. 2), nonché i rilievi diretti e strumentali sull'edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura (art. 46, 3º comma, lett. a, n. 3).

Nello svolgimento di queste attività di propria competenza, per tutti i settori, l'ingegnere iunior deve fare necessariamente riferimento all'uso di “metodologie standardizzate”. In questo modo si stabilisce (al di fuori di quanto previsto dalla legge per l'individuazione puntuale delle relative attribuzioni) il confine fra l'ambito di competenza dell'ingegnere e quello dell'ingegnere iunior: il primo è autorizzato dalla legge - a prescindere dal tipo di attività posta in essere, ad impiegare metodologie innovative, presupponendo in capo al professionista una preparazione adeguata a tal fine. Il secondo, invece, nelle attività che gli competono, può solo ricorrere all'utilizzo di metodologie standardizzate, ossia già applicate in un elevato numero di casi precedenti e, pertanto, di uso corrente.

Per metodologia (o procedura) standardizzata deve intendersi l'applicazione di un insieme di regole (siano esse tecniche, metodologiche, pratiche o giuridiche) comunemente usate per l'espletamento di attivita analoghe a quelle trattate dal professionista, e dallo stesso uniformemente adottate per l'espletamento della sua prestazione. Detto criterio deriva dalla giusta considerazione che il discostarsi dalla prassi consolidata (standardizzata) per percorrere vie alternative presuppone il possesso di conoscenze di cui solo il laureato specialistico (e quindi l'ingegnere) è ritenuto titolare, in virtù del proprio curriculum di studi.

In proposito, va ricordato il costante orientamento giurisprudenziale secondo il quale le norme che regolano l'esercizio delle attività professionali e relativi i limiti sono dettate “…non tanto a tutela dei titoli accademici degli appartenenti ai diversi Ordini, ma essenzialmente per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano affidati a chi abbia adeguata preparazione, e ciò a salvaguardia per l'incolumità delle persone e dell'economia pubblica”.

È ovvio che nell'utilizzo delle metodologie standardizzate, la competenza dell'ingegnere iunior è di ordine concorrente e non esclusiva rispetto a quella dell'ingegnere: quest'ultimo, infatti, ha sicuramente competenza anche per le attività da svolgere con metodologia standardizzata, mentre, come si e visto, l'ingegnere iunior non può esercitare attività che richiedano l'uso di metodologie innovative.

Oltre a tale criterio generale, la competenza propria dell'ingegnere iunior incontra ulteriori limitazioni, che variano a seconda del settore di intervento e, pertanto, devono essere distintamente esaminate.

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