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Consiglio - seduta del 10 giugno 2010

Sono presenti il presidente Gianni Massa, il segretario Gianluca Cocco, il tesoriere Maria Laura Rutilio e i consiglieri Maurizio Boaretto, Andrea Casciu, Alessandro Casu, Annamaria Deplano, Giuseppe Garau, Gabriella Lena, Gaetano Attilio Nastasi, Nicola Puddu, Pierfrancesco Testa, Sandra Tobia, Salvatore Todde. Assente giustificato: Sergio Lai.

Il presidente legge la nota “Verifica delle possibilità di accordo per un proficuo ed unitario percorso di lavoro condiviso da tutto il Consiglio dell'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari e adempimenti conseguenti” e apre la seduta lasciando la parola ai colleghi che hanno richiesto la convocazione del Consiglio.

Il consigliere Boaretto chiarisce che la lettera non è firmata da lui per un mero fatto tecnico, ma è come se lo fosse e pertanto è condivisa nel merito.

Il consigliere Todde ricorda che nell'intervento successivo alla sua elezione a presidente, Gianni Massa aveva dichiarato di accettare la carica impegnandosi a cercare di eliminare gli attriti esistenti, per arrivare ad un percorso di lavoro condiviso da tutto il Consiglio, e a mettere in discussione la carica a distanza di sei mesi un anno. Gli attriti esistenti dall'insediamento di questo Consiglio non solo non sono stati attenuati o eliminati, ma continuano a creare distanze sempre più profonde tra i gruppi che si sono costituiti. Occorre ridiscutere le posizioni azzerando la situazione attuale e scegliendo un consigliere da eleggere come presidente che sia espressione di tutti e, pertanto capace di eliminare gli attriti esistenti, attriti che, in caso contrario, si accentueranno sempre più pesantemente nel proseguo dell'attività del Consiglio.

Il consigliere Tobia condivide quanto detto da Todde in merito alla spaccatura ed alla necessità di lavorare per uno scopo non personale ma della categoria.

Il consigliere Boaretto aggiunge che c'è la volontà di lavorare insieme su posizioni condivise e con metodi condivisi. È importante che ognuno, con onestà intellettuale, faccia un'analisi critica da cui scaturiscano proposte per migliorare la situazione.

Il consigliere Puddu si associa a quanto detto dai colleghi. La lettera non dev'essere vista come un segnale negativo ma come un segnale di riflessione: ci sono le possibilità per trovare un accordo in modo da lavorare in gruppo. Non vengono condivise determinate prese di posizione da parte del gruppo al momento in maggioranza. C'è la speranza di poter lavorare non in otto ma in quindici. à Il consigliere Deplano dice che lo spirito della lettera è positivo. Non è in discussione l'impegno dell'attuale maggioranza ma occorre un lavoro condiviso.

Il consigliere Lena dice che i colleghi hanno sintetizzato il suo pensiero e si aspetta che in Consiglio ci sia maggior confronto.

I consiglieri Casu e Rutilio leggono al Consiglio un documento. In riferimento alla richiesta di convocazione da parte di Anna Maria Deplano, Gabriella Lena, Nicola Puddu, Sandra Tobia e Salvatore Todde ritengono di dover precisare che non risulta che vi siano delle lamentele sull'operato del nuovo Consiglio insediatosi recentemente. Si rileva invece una costante presenza nei dibattiti pubblici, che ha determinato presso tutti gli iscritti un maggiore entusiasmo e vivacità della categoria all'interno delle varie problematiche sociali.

L'idea di un Ordine professionale rinnovato consiste nel lasciar perdere o limitare l'attività professionale a vantaggio di tutti gli iscritti e quindi partecipare alle riunioni di Consiglio in maniera proficua, per migliorare il servizio che siamo stati chiamati a svolgere da tutti gli iscritti. Questo vale sia per i consiglieri che si sono proposti nell'esecutivo, sia per quelli che non partecipano e che dovrebbero svolgere una funzione di stimolo per migliorare e completare l'operato dell'esecutivo. Ciò, nei primi sei mesi dell'insediamento del nuovo consiglio dell'Ordine, come risulta dai verbali delle sedute del Consiglio, non si è verificato, in special modo per coloro che hanno firmato la mozione. Infatti, addurre come scusante per non partecipare alle attività programmate dal Consiglio quella di “non aver tempo” contrasta in maniera stridente con quelli che erano i propositi dichiarati da costoro prima di essere eletti.

Pur non volendo entrare nel merito dei comportamenti, è evidente che quanto riferito contrasta anche con quello che dovrebbe essere il comportamento di un “buon insegnante”. Si vuole con questo evidenziare che il mandato ricevuto dai colleghi ingegneri deve produrre un servizio per i colleghi stessi e non determinare un profitto professionale.

Il collega Gianni Massa, bisogna ribadirlo, è in questo momento la figura più rappresentativa di tutti gli ingegneri della provincia di Cagliari, perché la sua nomina è il risultato della volontà espressa da tutti i colleghi iscritti. Le rivendicazioni, anche a titolo personale, per non essere più consiglieri di maggioranza o non più presidenti, non possono che produrre effetti negativi nella ricerca di un miglioramento del servizio per tutti gli ingegneri della provincia di Cagliari.

In conclusione, si può affermare che la verifica richiesta oggi non ha alcun senso, in quanto i comportamenti di coloro che l'hanno proposta non indicano la volontà di compiere un percorso proficuo ed unitario di lavoro condiviso. È nostro parere che, per ottenere un servizio più efficiente, bisogna partecipare in termini di ore alle iniziative programmate dal Consiglio dell'Ordine: è necessario e doveroso agire non su ipotesi o possibilità ma su iniziative concrete del mondo reale. La verifica richiesta andrebbe pertanto rigettata.

Il consigliere Nastasi, alla luce della posizione di coloro che hanno firmato la lettera (e sentendo le frasi “impossibilità di lavorare” ecc.) specifica che l'accordo dei consiglieri è stipulato con i colleghi elettori e con la promessa che viene fatta di una loro rappresentanza in Consiglio. Chiede pertanto di capire a che cosa ci si riferisca quando si citano le “questioni personali”. I colleghi firmatari della proposta in discussione parlano di possibilità di accordo per lavorare in 15, ma quando ci si candida l'accordo è stipulato sempre, e ancora di più in un Ordine professionale, con gli elettori. La citata impossibilità al lavoro è sempre stata da voi dichiarata in termini di tempo (così avete risposto tutte le volte che siete stati invitati, anche in Consiglio, a partecipare alle commissioni). Quando ci si candida ci si mette a disposizione di tutti i colleghi iscritti e della categoria sulla base di un impegno: questo dovrebbe essere sufficiente per lavorare nel Consiglio e nell'Ordine. Secondo Nastasi non esistono questioni personali: se si vuol comprendere e sviscerare l'argomento, chiede espressamente quali siano le questioni personali a cui ci si riferisce.

Il consigliere Garau spera che dietro l'atteggiamento di coloro che hanno proposto la lettera ci sia davvero qualcosa di costruttivo. Nella scorsa legislatura i consiglieri che hanno proposto la nota lavoravano per il Consiglio. Vuole dunque pensare che in questi sei mesi chi ha detto che non aveva tempo da dedicare all'Ordine realmente non avesse tempo. Non nega di dubitare che sia realmente così. In questi sei mesi ha vissuto una situazione di condivisione di intenti, affinità, piacere di condividere i problemi e cercare di risolverli, sentirsi anche a notte fonda per confrontarci sulle problematiche degli iscritti. Per questo lui personalmente si è candidato. Se la parola “opportunismo” utilizzata dai firmatari della lettera significa il lavoro proficuo e incessante per risolvere i problemi degli iscritti che dura fino a tarda ora da parte dell'attuale maggioranza, anche la minoranza dovrebbe mostrarsi “opportunista” nello stesso modo. Questa è una pagina negativa del confronto.

Sembrerebbe che ci siano problemi di poltrona. Al contrario di quanto affermato, c'è un nuovo movimento che è stato colto da parte degli iscritti. Non si è mai visto un programma alternativo da parte dei colleghi firmatari della proposta, mai una proposta costruttiva, mai un impegno reale sulle cose da fare. Perché i firmatari della richiesta non sono mai venuti a lavorare?

Garau ribadisce che si tratta solo di poltrona e che occorre capire cosa si intende per costruttivo. Comunque ritiene che tutti i consiglieri abbiano il dovere di lavorare per la categoria ed invita i colleghi firmatari della proposta in oggetto a proporre idee e programmi alternativi e/o migliorativi da porre in discussione, perché in questo modo è possibile migliorare il lavoro del Consiglio, non viceversa estraniandosi da qualunque attività.

Il consigliere Casciu chiede qualche chiarimento sulla proposta indicata nella nota. Condivide lo sforzo di unire le due parti ma vorrebbe capire in che modo la proposta si circostanzia. Chiede pertanto di avere un'enunciazione articolata della proposta, in quanto non comprende il motivo della assenza di proposte costruttive e di impegno da parte dei firmatari della proposta.

Il consigliere Testa chiede che si parli di idee, di progetto, del nostro lavoro progettuale, tecnico. Si tratta di argomenti che devono stare al centro del dibattito, con coinvolgimento, trasparenza. Non c'è alcuna preclusione su nomi. Vorrebbe delucidazioni e precisa che il gruppo ha parlato sempre di programmi e di idee da sviluppare.

Il consigliere Cocco, da segretario dell'Ordine, ritiene che la lettera pervenuta sia un segnale controverso. Non comprende soprattutto la riga nella quale si segnalavano le numerose lamentele dei colleghi. Se è vero che chi lavora molto e con passione (come l'attuale maggioranza) ha un orecchio leggermente più sordo alle critiche che ai complimenti, è vero anche che da sette mesi ad oggi il numero dei protocolli in entrata ed uscita relativo ai quesiti posti dai colleghi ed alle risposte formulate dai pochi volontari che gestiscono le diverse commissioni è aumentato esponenzialmente rispetto alla precedente gestione. All'indirizzo e-mail dell'Ordine sono arrivati quesiti (che hanno regolarmente trovato risposta nei limiti delle competenze delle persone alle quali vengono smistati), richieste di partecipazione, proposte costruttive, rallegramenti e/o considerazioni comunque generalmente molto positive. Lo stesso può dirsi per coloro che partecipano ai numerosi convegni organizzati, ai quali è sempre presente un rappresentante dell'Ordine. Lungi dal volersi incensare, si segnala che le poche e fisiologiche lamentele ricevute sono state considerate come elementi positivi e di miglioramento (ogni minaccia può diventare un'opportunità, se ben sfruttata) alle quali si è cercato di dare rapida soluzione, con successiva soddisfazione degli iscritti.

Certamente è tutto perfettibile: le soluzioni arriverebbero più celermente se ai lavori dell'Ordine (e non solo ai Consigli) partecipassero quindici consiglieri e non nove, come attualmente accade. Vista l'attività del Consiglio precedente, gestione alla quale si riconosce indubbio impegno, non è chiaro come mai si sia manifestato un disimpegno quasi totale da parte dell'attuale minoranza causato dalla sola modifica delle cariche istituzionali. I colleghi in Consiglio sono una rappresentanza degli iscritti democraticamente eletta e dovrebbero partecipare ai lavori dell'Ordine indipendentemente dalle dinamiche interne al Consiglio.

Le attività dell'Ordine che sono state avviate o implementate nel periodo corrente (la ristrutturazione dell'intera attività di segreteria e di protocollo, le nuove commissioni, gli incontri con gli iscritti, le attività sul sito, la comunicazione, il regolamento interno ecc) sono molto impegnative: in ogni Consiglio coloro che attualmente si stanno impegnando con un elevato numero di ore a settimana, che sottraggono alla propria attività professionale o al proprio tempo libero, invitano coloro che sono firmatari della lettera all'ordine del giorno a partecipare ai lavori delle Commissioni ed all'attività incessante di risposta alle problematiche degli iscritti.

Secondo il consigliere Todde, dalla discussione emerge fino a questo momento una chiusura totale dell'attuale gruppo di maggioranza a qualunque modifica dell'attuale assetto. In risposta alla richiesta di una proposta concreta si propone l'elezione di un presidente che garantisca tutti. Gianni Massa non garantisce l'attuale gruppo di minoranza e per essere presidente non ha neanche la legittimazione necessaria che può derivare dal risultato elettorale, visto l'esiguo numero di voti che ha ottenuto, risultando il decimo votato. La ideale figura di garanzia, a nostro parere, è Sergio Lai che possiede la maggiore legittimazione a ricoprire la carica di presidente per il risultato elettorale conseguito, che lo ha visto risultare di gran lunga il più votato tra i consiglieri eletti. Se così non fosse, gli attriti attualmente presenti non potranno che aumentare pesantemente con la conseguenza logica di arrivare anche a molto probabili attacchi a livello personale, dopo i quali diventerà difficile tornare indietro e condividere un percorso di lavoro.

Il presidente Massa osserva che il riferimento alla legittimazione a ricoprire la carica di presidente non è stato esplicitato durante il Consiglio del 10 giugno 2010 [ ma solo al momento della rilettura e dell'approvazione del verbale - ndr ], e comunque ricorda che tale legittimazione, secondo le regole elettorali, deriva da un'elezione indiretta da parte del Consiglio. Anche la scorsa legislatura Sergio Lai era stato il più votato. Si chiede a Sandra Tobia se tale riferimento risulti dai suoi appunti.

Il consigliere Tobia risponde che tale affermazione non risulta tra i suoi appunti. I consiglieri Casciu, Cocco, Garau, Nastasi, Rutilio, Testa, Casu affermano di non aver sentito il riferimento in oggetto.

Il consigliere Puddu si meraviglia che Nastasi dica che non ci sono state questioni personali. Lo stesso presidente nel momento della sua nomina ha preso l'impegno di lavorare per un “breve” periodo (scaduto questi giorni) con l'intento di superare gli attriti personali che si sono creati a seguito dell'elezione. Questo suo impegno è stato disatteso, perché gli attriti esistono ancora. Se Testa dice che non ci sono preclusioni, auspica che la proposta di Sergio Lai presidente veda un ampio consenso. Inoltre non bisogna dimenticare che Sergio Lai è stato il più votato e che pertanto rappresenta la volontà degli iscritti elettori. Se non ci sono interessi di poltrona da parte dell'attuale maggioranza, come sostiene Garau, non ci sarà pertanto alcuna difficoltà da parte del presidente nel fare un passo indietro in riferimento anche all'impegno preso in fase di insediamento.

Il presidente Massa ricorda ai firmatari della mozione che la proposta relativa alla candidatura di Sergio Lai come presidente fu fatta da quella che viene chiamata “attuale maggioranza” prima del Consiglio di insediamento a Sandra Tobia, Salvatore Todde, Maurizio Boaretto e Nicola Puddu, i quali rifiutarono fermamente tale ipotesi.

Il consigliere Casu è stupito dalla richiesta fatta su Sergio Lai, il quale da 12 anni è sempre stato il più votato. È curioso come il gruppo abbia proposto prima Todde, che non è stato votato da questo Consiglio, e ora proponga Sergio Lai. Anche le scorse elezioni il consigliere Lai è stato il candidato più votato, però se ne parla solo ora da parte dei consiglieri firmatari. Non si comprende dove siano le frizioni, forse per il fatto che Salvatore Todde non ha ottenuto la maggioranza dei voti necessari per fare il presidente.

Il consigliere Tobia precisa che la sua indisponibilità al lavoro per il Consiglio non è mai stata motivata con la mancanza di tempo: è stata esclusivamente dichiarata l'indisponibilità senza alcuna motivazione.

Il consigliere Deplano osserva che in un gruppo di lavoro l'armonia è importante. In questo momento ha tanti impegni personali, ma se ci fosse l'armonia si impegnerebbe, trovando il tempo come sempre avviene quando qualcosa si vuole fare. Quando non ci sono le condizioni per la partecipazione non si trova bene. Questo periodo è servito per osservare e fare alcune valutazioni. Le lamentele che ha sentito sono state non numerose ma qualificate. Ecco perché non si è avvicinata. La persona del presidente deve essere rappresentativa e autorevole sia all'interno del Consiglio che verso l'esterno. Condivide la proposta di Todde su un nome che possa riunire, con la vicinanza di tutti.

Il presidente Massa rileva che dopo sette mesi e undici giorni di lavoro difficile e complesso, i consiglieri Maurizio Boaretto, Annamaria Deplano, Gabriella Lena, Nicola Puddu, Sandra Tobia e Salvatore Todde presentano una proposta sostenendo che attraverso la sostituzione dell'attuale presidente si metteranno a lavorare per il Consiglio e per la categoria. L'attuale presidente ha fatto parte dei precedenti Consigli ed è orgoglioso di averlo fatto con l'ing. Tobia presidente. Ha sempre difeso l'operato sia del vecchio che del nuovo Consiglio. È una posizione che tutti dovrebbero avere sempre, perché le idee e le azioni conseguenti adottate da un Consiglio, per democrazia, sono quelle che devono essere rappresentate e difese. Quando si critica una categoria, e ancor di più l'operato di un Consiglio, la critica deve essere costruttiva e non qualunquista. La democrazia impone, pur con visioni differenti e criticamente costruttive, il rispetto delle scelte di un Consiglio. Ricercare la sintesi delle idee è difficile, complesso e, spesso, frenato da valutazioni di carattere personale che nulla hanno a che vedere con le proposte e le idee per la categoria.

La proposta dei colleghi consiglieri può essere interpretata in maniera positiva. Significa che i consiglieri Boaretto, Deplano, Lena, Puddu, Tobia e Todde vogliono partecipare attivamente per risolvere i problemi della categoria, per dare voce agli ingegneri nella nostra società. C'è il massimo rispetto, pur non condividendo la posizione, nei confronti di chi, come i colleghi firmatari della mozione odierna, ritiene di non partecipare e di non dare il proprio contributo costruttivo con la motivazione di un presidente non rappresentativo. E seppur non condivide le posizioni assunte (perché è difficile condividere la posizione di chi non fa per gli altri e non costruisce un percorso di cambiamento con idee e proposte), Massa ribadisce che difenderà sempre il diritto di ogni consigliere ad esprimere le proprie posizioni.

È paradossale che si parli di unità di un gruppo solo a condizione che qualcuno faccia un passo indietro; è paradossale che si facciano richieste di collaborare e lavorare per la categoria a condizione. Non dovrebbe esistere nessuna condizione per mettersi al servizio degli altri.

Ritiene oggi sbagliato parlare di “attriti personali”, pur comprendendo che le richieste di rinnovamento, di maggiore entusiasmo, di maggiore presenza nel dibattito (si dovrebbe dire di presenza nel dibattito), di maggiore “apertura” dell'Ordine, possa essere interpretata come un fatto personale soprattutto in presenza di un cambiamento quale quello che si è verificato ultimamente nel nostro Ordine. Ma così non è, in quanto tutto ciò che oggi è stato fatto (l'istituzione di tante nuove commissioni, la partecipazione di tantissimi colleghi ai lavori dell'Ordine, la presenza nel dibattito pubblico, il contatto con gli iscritti, e le iniziative di questi sei mesi che fisiologicamente hanno evidenziato anche aspetti negativi che devono essere migliorati e corretti) derivano anche da un percorso comune degli ultimi anni che è riconosciuto e difeso. Le idee sono state e sono quelle di un rinnovamento per un maggiore entusiasmo. Non c'era e non c'è nessun fatto personale nei confronti del presidente uscente né di nessun altro consigliere.

Massa ritiene importante sottolineare il fatto che, quando non ricoprirà più la carica di presidente e non condividerà le posizioni di chi ha la responsabilità di guidare l'Ordine, continuerà a lavorare e partecipare attivamente a tutti i lavori delle commissioni e del Consiglio, combattendo per le proprie idee e quelle dei colleghi e che, in ogni caso, sarà rispettoso della democrazia del sistema. Nel caso in cui verificasse l'impossibilità di portare avanti le idee in cui crede e le conseguenti azioni per la categoria e la società, ritiene giusto dimettersi dalla carica di consigliere perché è convinto che l'essere consigliere sia un servizio per la categoria e per la società.

Riguardo ai discorsi sull'armonia di un gruppo, l'armonia si ricerca essendo protagonisti, non osservatori. Non si può osservare se si ha il “sogno” di poter cambiare e costruire; si ha l'obbligo, per chi ci ha votato e ancora di più per la società, di credere nelle proprie idee e di essere protagonisti. Le parole di tutti i consiglieri, ed in particolare dei nuovi consiglieri sono state importanti. Le lamentele e le critiche si accettano e devono essere utilizzate per migliorarsi.

La posizione dell'attuale minoranza che propone il consigliere Sergio Lai per la carica di presidente è una posizione di facciata in quanto il consigliere Sergio Lai sta lavorando attivamente con il gruppo facendo parte di una squadra che, si spera, possa vedere coinvolti nella partecipazione e nel lavoro tutti i consiglieri.

Il confronto fra le idee si fa lavorando insieme! L'unico vero confronto è il fatto che non ci sono idee condivise. Si è parlato di numero di voti dei candidati senza sottolineare che anche nella passata elezione si era verificata la medesima situazione ma, in particolare, senza considerare che il sistema democratico del nostro Ordine impone al Consiglio l'onere della scelta delle cariche ed il rispetto delle decisioni del Consiglio.

Inoltre è importante sottolineare il fatto che questo Consiglio, che appare uno dei più “democratici” degli ultimi anni, è il risultato di un'elezione tra le più partecipate e che ha visto in competizione tre gruppi, che hanno inserito quattro consiglieri un gruppo e cinque rispettivamente gli altri due. Un ulteriore consigliere ha fatto contemporaneamente parte dei due gruppi che hanno inserito cinque consiglieri, condividendo gli aspetti comuni delle proposte.

Si ricorda che negli ultimi anni, come d'altronde risulta dai verbali, il Consiglio portava avanti i lavori con la presenza di pochi consiglieri e le riunioni di consiglio superavano di poco le presenze necessarie per la validità delle stesse; così come non vi era partecipazione diffusa ai lavori delle commissioni. Occorre essere onesti con noi stessi: quando ci siamo presentati abbiamo condiviso percorsi di anni e il consigliere Nicola Puddu, pur non operando in linea con le idee di rinnovamento e cambiamento del gruppo con il quale si è proposto alle elezioni (unitamente ad un altro gruppo) è testimone ed attore di un percorso di condivisione di idee e progetti importanti che hanno portato la federazione regionale ad essere riconosciuta dalle istituzioni regionali e dalla categoria a livello nazionale.

Il consigliere Lena osserva che al posto del presidente si ritirerebbe, per il bene del Consiglio.

Il consigliere Garau chiede che questo invece non venga fatto, né adesso né fintanto che non vengano creati i presupposti reali e necessari. Se la richiesta è un ricatto del tipo: “se non si cambia il presidente io non collaboro”, è fiero di non cambiare. Non è un atteggiamento costruttivo né maturo né serio ricattare in qualche modo il gruppo minacciando l'aggravarsi della situazione con un'opposizione pesante e cattiva. È dispiaciuto che colleghi stimati e con la maggiore esperienza in questo Consiglio possano proporsi dicendo che o si modificano le cose come chiedono o arriveranno ad essere cattivi anche a livello personale e per far male. Una posizione del genere ritiene non sia degna di un Consiglio dell'Ordine.

Poiché i presupposti devono essere costruttivi specifica che oggi non ci sono le condizioni perché Sergio Lai faccia il presidente. Se domani Sergio Lai diventasse presidente con questi ricatti, non riuscirebbe ad avere simpatia per chi oggi è contrario ad impegnarsi per la categoria a prescindere e non criticando costruttivamente idee e programmi.

Il consigliere Testa sottolinea che la proposta del nominativo di Sergio Lai non è leale e ribadisce che oggi non ci sono le condizioni perché Sergio Lai faccia il presidente attraverso un ricatto.

Il consigliere Boaretto ha apprezzato le parole di Massa ma ritiene che ci sia un discorso di contorno che non torna. Esclusa la considerazione personale, ritiene che quando si parla di coinvolgimento “sia la storia alle spalle a dar gambe al futuro”. Non si può dimenticare il pregresso. Non c'è mai stata una preclusione o una mancata volontà personale. Mentre venivano portate in Consiglio cose anche importanti, lui stesso non veniva messo al corrente di diverse decisioni che erano già prese anticipatamente. Se da parte di chiunque ci fosse stato o ci fosse un coinvolgimento, sarebbe stato colto. La disponibilità c'è sempre stata e occorre un esame di coscienza.

Il consigliere Rutilio non ritiene che il coinvolgimento debba partire dalla maggioranza: il coinvolgimento deve partire da tutti. Allo stato attuale il coinvolgimento è ben diverso da quello del passato: si sente coinvolta. Nel passato non è mai stata coinvolta. Lei stessa in diverse occasioni ha cercato di coinvolgere Todde per le parcelle (richieste fatte anche in sede di Consiglio) ma non ha mai ricevuto disponibilità per mancanza di tempo. Chiede pertanto se si tratti di qualcosa di personale nei confronti del presidente.

Il consigliere Casu chiede se ci siano le condizioni per ritirare la richiesta. La risposta è negativa. Si procede pertanto alla votazione sulla richiesta presentata da parte dei consiglieri Deplano, Lena, Puddu, Tobia, Todde.

Si chiede al presidente Gianni Massa la disponibilità a rimettere il mandato e si propone quale sostituto il consigliere Sergio Lai. A queste condizioni i consiglieri firmatari della nota parteciperebbero più proficuamente alle attività programmate del Consiglio.

Si procede alla votazione. Massa si astiene. Favorevoli: Puddu, Todde, Deplano, Boaretto, Tobia, Lena. Contrari: Cocco, Nastasi, Testa, Casciu, Garau, Rutilio, Casu. La proposta viene respinta.

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