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Consiglio - seduta del 23 giugno 2010

Sono presenti il presidente Gianni Massa, il segretario Gianluca Cocco, il tesoriere Maria Laura Rutilio e i consiglieri Andrea Casciu, Alessandro Casu, Sergio Lai, Gabriella Lena, Gaetano Attilio Nastasi, Nicola Puddu, Pierfrancesco Testa, Sandra Tobia, Salvatore Todde. Assenti giustificati: Maurizio Boaretto, Annamaria Deplano, Giuseppe Garau.

Iscrizioni. Viste le domande presentate ed esaminata la documentazione allegata, il Consiglio delibera l'iscrizione all'Albo A, con anzianità 23 giugno 2010, degli ingegneri Maurizio Barbarossa, Francesca Cavalli, Sara Valeria Conte, Claudio Maria Cornelli, Francesca Deiana.

Cancellazioni. Appresa la notizia ed esprimendo i sensi del più profondo cordoglio, il Consiglio delibera la cancellazione dall'Albo dell'ing. Antonio Porcu (numero Albo 464), deceduto il 18 giugno 2010.

Parcelle. La Commissione Revisione il 21 giugno ha esaminato due parcelle e le propone per l'approvazione. Il Consiglio approva, con correzioni.

Terne. Vista la richiesta della cooperativa Quarto Miglio per il collaudo statico di un centro cottura pasti da asporto, il Consiglio delibera di segnalare i colleghi Alberto Ledda (2855), Bruno Ligas (1974), Giovanni Liguori (1499).

Segnalazioni. Vista la richiesta per il collaudo sul piano di lottizzazione “I giardini di Monte Cresia”, il Consiglio delibera di verificare se sia stata presentata da chi ha titolo effettivo. Solo a quel punto sarà nominata la terna e i nomi saranno comunicati anche al Comune di Sant Antioco.

Commissioni. La Commissione Strutture (che si è riunita il 22 giugno), propone una collaborazione tra l'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari e l'ATECAP, l'Associazione tecnico economica del calcestruzzo preconfezionato. Il testo del protocollo d'intesa viene approvato. La Commissione chiede inoltre di poter organizzare una giornata informativa sulle nuove norme tecniche in collaborazione con l'Università. Il consigliere Todde propone di inserire nella giornata la partecipazione di professionisti, che diano un taglio pratico agli interventi. Il presidente conferma di aver richiesto in Commissione che il numero dei professionisti sia superiore a quello degli universitari, in quanto ritiene importante declinare la giornata di studio e la formazione dal punto di vista dell'applicazione concreta della norma sul progetto e sull'esecuzione. La proposta è approvata e si dà mandato alla Commissione di elaborare contenuti e modalità della giornata informativa, che dovranno essere portati all'attenzione del Consiglio.

In vista delle elezioni suppletive per il CNI, il Consiglio delibera di votare Alberto Speroni.

Il consigliere Sergio Lai chiede di intervenire in merito alla seduta di Consiglio del 10 giugno 2010. Di seguito la trascrizione del suo intervento.

«Mi trovo oggi qui con una certa difficoltà a causa di quanto avvenuto di recente, con una proposta di cambiamento della presidenza di questo Ordine che viene portata avanti da una parte dell'attuale Consiglio e non da coloro che, invece, fisiologicamente, dovrebbero sostenermi se non altro per “vicinanza”. In altri termini - anche se non mi piace parlare di maggioranza e opposizione - di fatto vengo proposto dall'opposizione».

«Purtroppo non ho potuto partecipare al Consiglio del 10 giugno 2010 perché la convocazione è arrivata con un preavviso di sole 24 ore ed ero già impegnato. Ma forse, alla luce di quanto ho letto nella bozza del relativo verbale, è stato meglio così. Infatti sarebbe stato alquanto imbarazzante trovarmi da un lato ad astenermi, come ha fatto d'altro canto il presidente Massa, e dall'altro sostenere qualsiasi discorso».

«Vorrei fugare qualsiasi dubbio sulla vicenda in merito alla mia “disponibilità” in un eventuale avvicendamento al vertice dell'Ordine. Confermo di avere dato la mia disponibilità a qualcuno dei colleghi della cosidetta componente “di opposizione”, ma esattamente come l'avevo data agli altri colleghi, in precedenza, immediatamente dopo l'esito delle votazioni. Naturalmente in tutti e due i casi ciò poteva essere possibile solo a patto di una larga convergenza».

«Quindi la disponibilità è stata data come manifestazione di disponibilità ad assumere un maggiore peso ed onere nelle attività istituzionali di questo Ordine. Ma d'altro canto quando mi sono candidato era evidente l'obiettivo, anche a seguito di un precedente esito delle votazioni (le scorse elezioni) che mi avevano visto come il maggior votato, seppure di poco, rispetto al presidente uscente. Quindi questo fatto non era un qualcosa di avulso dalla realtà ma, direi, anche sostenibile dal lato umano e quasi fisiologica conseguenza di un esito che è andato in tal senso».

«Devo ammettere che moltissimi colleghi mi hanno da subito contattato telefonicamente e molti hanno voluto parlarmi di persona; tra costoro si citano ex presidenti e colleghi particolarmente qualificati. In tali occasioni ho sentito parlare di democrazia scippata, esiti del voto frutto di logiche spartitorie, di rivalsa nei confronti dell'ex presidente, ecc. Ma non voglio annoiarvi oltre; io posso assicurare a tutti voi che in ogni e qualsiasi occasione non ho mai, dico mai, cavalcato la protesta ma ho sostenuto che, spesso, il risultato finale è frutto anche di mediazioni, e non sempre il risultato di semplici somme algebriche o considerazioni numeriche».

«Quindi il sottoscritto (ma quanto è difficile parlare di sè stessi) ha sempre detto che faceva parte di un piccolo gruppo di quattro consiglieri che, seppure lentamente, per vari evidenti motivi, era confluito in un gruppo più grande di nove consiglieri, condividendo un programma, un “progetto” di gestione dell'Ordine, ma che allo stesso tempo faceva parte di un Consiglio di quindici consiglieri. Questo, vi ricordo, non deve essere mai dimenticato».

«Certo, le difficoltà nell'avviamento del lavoro non sono mancate, anche perché, quando si cerca di fare di più, spesso si possono commettere errori; ad ogni buon conto sono state avviate diverse Commissioni e, insomma, non sta a me indicare i risultati, seppure ancora parziali, fin qui raggiunti. Esiste ancora una serie di problematiche che devono essere risolte; mi riferisco, ad esempio, ai temi sulle parcelle e sulle competenze, che interessano numerosi colleghi ma anche le amministrazioni committenti e l'utenza privata. Ci sono poi gli aspetti legati alla formazione permanente e anche qui la strada deve essere migliorata».

«Bisogna sapere ascoltare in generale i colleghi e non basarsi solo sulle informative dei colleghi amici, che magari non ci raccontano tutto, e per ovvi motivi magari non portano istanze relative a problematiche mai affrontate o risolte, oppure ci dicono quello che “noi” vogliamo sentirci dire. Occorrerà migliorare e potenziare la fase di dialogo diretto, sia con tutti i colleghi che con le istituzioni pubbliche e private, attraverso una articolata rete di comunicazione diretta, che non deve limitarsi esclusivamente alle mail (importantissime per le comunicazioni diciamo di servizio e per alcune attività correnti), al fine di realizzare un “feedback” con gli iscritti all'albo e la società civile, in modo di provocare un coinvolgimento di tutti alle problematiche della categoria e far sentire una “vicinanza” di fatto e non formale o simbolica».

«Dobbiamo pervenire all'obiettivo fondamentale di partecipare ai colleghi che il Consiglio dell'Ordine, e non solo il presidente e le cariche istituzionali, è impegnato a tutelare e valorizzare il loro lavoro e a risolvere i problemi professionali sia dei liberi professionisti e sia dei dipendenti pubblici e privati, oltre a espletare il ruolo “sociale” nei confronti della collettività. Chiedo a tutti, compreso me, di fare uno sforzo per il superamento delle incomprensioni e della logica desueta che vuole una maggioranza e un'opposizione che si pongono, spesso, in maniera conflittuale senza valutare le “ragioni” degli altri».

«Mi sono sforzato, con grande difficoltà, a non scendere in considerazioni personali sia nei confronti della parte di Consiglio che mi vede più vicino, sia nei confronti degli altri consiglieri. Ricordo a tutti i consiglieri che siamo sempre “sotto esame” continuo e chiedo che debba essere sempre ed in ogni occasione cercata la collaborazione di tutti, anche a costo di fare un passo indietro, cercando di valorizzare le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono. La frase “fare un passo indietro” è, evidentemente, rivolta a tutti, compreso il sottoscritto».

Il consigliere Tobia ringrazia il consigliere Lai per la disponibilità in merito alla candidatura.

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