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Consiglio - seduta del 6 dicembre 2011

Sono presenti il presidente Sergio Lai e i consiglieri Maurizio Boaretto, Gianluca Cocco, Andrea Casciu, Annamaria Deplano, Alessio Farci, Giuseppe Garau, Gabriella Lena, Gaetano Attilio Nastasi, Nicola Puddu, Maria Laura Rutilio, Pierfrancesco Testa, Sandra Tobia, Salvatore Todde. Assente giustificato Alessandro Casu.

Il presidente Lai riferisce sul tentativo effettuato nei giorni precedenti di far ritirare le dimissioni da parte dei consiglieri interessati e comunica che alle 18,45 di oggi, poco prima dell'inizio del Consiglio, è arrivata in segreteria una nota datata 6 dicembre 2011 (prot. 1084), che si allegherà al verbale, avente ad oggetto il ritiro delle dimissioni dei consiglieri Alessandro Casu, Gianluca Cocco, Giuseppe Garau, Pierfrancesco Testa, Gaetano Attilio Nastasi, Maria Laura Rutilio, Andrea Casciu. Il Consiglio ne prende atto.

Il presidente Lai dichiara di voler perseguire ogni tentativo per continuare il lavoro e svolgere il proprio mandato nel più largo consenso possibile. Presenta poi il neoconsigliere Farci ai consiglieri che non erano presenti alla precedente seduta.

Il consigliere Nastasi, a nome dei sette consiglieri dimissionari, legge una nota che spiega le motivazioni delle dimissioni e dell'odierno ritiro. «Riteniamo indispensabile fornire una spiegazione sull'accaduto, in modo da chiarire questo anomalo comportamento, inquadrandolo in un'ottica più ampia e in una logica che vede gli interessi generali degli iscritti davanti agli interessi personali. Rassegnare le dimissioni è stata una scelta condivisa con un preciso significato politico. Consapevoli dell'evidente conflittualità tra il gruppo che ha guidato l'Ordine in questi due anni e il resto dei consiglieri, che non hanno partecipato all'attuazione e sviluppo del programma, abbiamo fatto una scelta basata sul convincimento che, venendo a mancare la maggioranza dei consiglieri, il Consiglio dovesse decadere. In tal modo avremmo potuto procedere speditamente verso nuove elezioni, auspicando finalmente la composizione di un nuovo Consiglio coeso, improntato al lavoro comune e dedicato interamente agli interessi degli iscritti».

«Preso atto della diversa interpretazione data alla norma - il regolamento del Consiglio del nostro Ordine - da parte del vicepresidente vicario, circostanza segnalata con l'invio di un atto di diffida in data 28 novembre 2011 indirizzato all'allora vicepresidente e ora presidente Sergio Lai, viene a cadere il significato politico di tali dimissioni».

«Abbiamo constatato che le conflittualità emerse in ogni seduta di Consiglio e la mancata partecipazione attiva ad ogni attività organizzativa dell'Ordine (non si confonda la partecipazione alle sedute del Consiglio con le attività di consigliere dell'Ordine), cui si faceva riferimento in precedenza, hanno genesi in mere questioni personali piuttosto che in differenti visioni su tematiche di interesse per la categoria. È chiara per gli scriventi la consapevolezza che il gruppo che ha eletto il nuovo presidente non abbia dimostrato nei fatti in questi anni di condividere il programma portato avanti dalla precedente maggioranza, mentre oggi a parole lo rivendichi come proprio e ne proponga la condivisione. Siamo consapevoli della difficoltà di gestire in maniera efficace l'attività del nostro Ordine professionale, con gli ambiziosi obiettivi definiti nel programma, potendo contare su una ridotta partecipazione dei consiglieri, ma con la convinzione che tali obiettivi meritino comunque di essere perseguiti nonostante permanga il dubbio sulla reale efficacia della attuale maggioranza del Consiglio (non può sfuggire infatti che continuare a lavorare in un clima teso e difficile come quello passato non sia proficuo per nessuno, né per i consiglieri né tantomeno per gli iscritti; la coesione e la volontà di essere propositivi sono stati alla base di ciò che ha animato in nostro agire fin dalla scorsa elezione)».

«Alla luce di quanto sopra scegliamo dunque di proseguire nel nostro mandato in Consiglio con il massimo impegno possibile, compatibilmente con gli strumenti che ci sarà consentito utilizzare, col metodo di gestione dell'Ordine che vorrete impostare».

«La considerazione finale, coerente con le valutazioni sopra esposte, è legata alla elezione dell'attuale presidente. Senza entrare nel merito di programma e metodo di lavoro, non condividiamo una designazione che ci appare inopportuna sia per come è stata formalizzata in un consiglio probabilmente non legittimo, sia nella sostanza. Vogliamo evidenziare il fatto che Sergio Lai, che proviene dal nostro gruppo, non è riuscito a trovare una convergenza con noi sulla sua designazione alla carica di presidente».

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