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Consiglio - seduta del 13 marzo 2013

Sono presenti il presidente Sergio Lai e i consiglieri Maurizio Boaretto, Andrea Casciu, Gianluca Cocco (seduta in corso), Annamaria Deplano, Alessio Farci, Alessandro Lai, Gabriella Lena (seduta in corso), Gaetano Attilio Nastasi, Nicola Puddu, Pierfrancesco Testa, Sandra Tobia (seduta in corso), Salvatore Todde. Assenti giustificati: Maria Laura Rutilio, Giuseppe Garau.

Formazione e aggiornamento. Il consigliere Nastasi introduce una proposta in merito all'organizzazione dei corsi per coordinatore per la sicurezza nei cantieri in fase di progettazione e per l'esecuzione dei lavori (attuazione del D.Lgs. 81/08), nonché per i professionisti che operano nel campo della prevenzione incendi, inseriti negli elenchi del Ministero dell'Interno (attuazione del D.Lgs. 139/06).

Con la circolare 7213 del 25 maggio 2012, il Comando nazionale dei Vigili del fuoco ha previsto che il numero massimo dei partecipanti ai corsi rivolti ai professionisti che operano nel campo della prevenzione incendi sia portato da 40 a 60. In mancanza di specifici riferimenti, al momento di definire l'organizzazione dei corsi per coordinatore per la sicurezza nei cantieri, si era utilizzato il riferimento dei 35 partecipanti previsto per i corsi per RSPP e ASPP. Alla luce di questa circolare, richiamate le esigenze di realizzazione di economie finanziarie e di semplificazione organizzativa, si formulano al Consiglio le seguenti proposte:

a) i corsi per Coordinatore per la sicurezza nei cantieri siano organizzati prevedendo un numero massimo di 60 partecipanti;

b) si inoltri un'istanza al Comando nazionale dei Vigili del fuoco, attraverso il delegato CNI ing. Gaetano Fede, affinché per quanto riguarda l'aggiornamento dei professionisti che operano nel campo della prevenzione incendi, inseriti negli elenchi del Ministero dell'Interno, si possa ricorrere alla formazione a distanza, in analogia a quanto previsto per l'aggiornamento degli RSPP (punto 3 dell'allegato 1 dell'Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, richiamato dall'articolo 32 del decreto legislativo 81/2008).

Il consigliere Annamaria Deplano precisa che il limite per i corsi e gli aggiornamenti per RSPP e ASPP è pari a 30 partecipanti e non 35 come affermato da Nastasi. Tale ultimo limite rappresenta uno standard formativo oltre il quale si complica l'interazione tra partecipanti e docente. La scelta di fissare a 35 il numero dei partecipanti degli aggiornamenti compatti da 40 ore, destinati ai coordinatori, è stata dettata dall'esigenza di contemperare la contrazione del costo delle quote con la necessità di consentire comunque una positiva interlocuzione tra il docente e una categoria di discenti che plausibilmente non hanno seguito l'evoluzione della normativa nel quinquennio. Questi colleghi hanno grande necessità di interagire con qualcuno che fornisca una lettura pratica delle norme intervenute. Incrementare il numero dei partecipanti, tenuto conto che comunque qualche unità in più si ha comunque in occasione dei pur non frequenti recuperi di ore di assenza, significherebbe una netta perdita di qualità dell'intervento. L'Ordine ha il compito istituzionale di incentivare gli iscritti ad elevare la propria cultura professionale e non si può porre in confronto col mercato corrente dei corsi, anche se in questo eventuale confronto, date le quotazioni, si deve riconoscere che è competitivo.

Quanto alla formazione a distanza, il consigliere Todde precisa che la stessa non è attualmente prevista per i corsi di prevenzione incendi, ma più che interpellare il Comando dei Vigili del fuoco si potrebbe richiedere l'intervento del CNI. Il Consiglio, con l'eccezione di Nastasi e Casciu, nutre seri dubbi sui livelli di qualità e di servizio che potrebbero raggiungersi tenendo i corsi di aggiornamento con un numero elevato di partecipanti. Considerato che i corsi sono già avviati e in fase avanzata, delibera pertanto di respingere, almeno momentaneamente, la proposta. Quanto ai corsi Prevenzione incendi da tenere online, si concorda nell'interessare il CNI in merito.

In merito all'organizzazione dei corsi per l'acquisizione e/o il mantenimento dei requisiti di legge per l'assunzione del ruolo di RSPP/ASPP, Nastasi introduce la seguente proposta. “La Regione Sardegna, con la D.G. n. 42/46 del 23 ottobre 2012, ha previsto la possibilità di utilizzare la modalità di apprendimento in e-learning, prevista al punto 3 dell'accordo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 21 dicembre 2011. Tale metodologia di apprendimento è prevista sia per quanto riguarda la formazione generale di tutti i lavoratori, sia per quanto attiene alla formazione specifica. Tra le motivazione di tale scelta sono citate la realizzazione di economie finanziarie e la semplificazione organizzativa rispetto alla formazione d'aula”.

“Tralasciando le considerazioni relative alla sostenibilità ambientale di una gestione dei corsi di questo tipo, peraltro trascurata anche dalla citata delibera di Giunta, le stesse motivazioni trovano immediata applicazione al nostro caso, con un piano formativo rivolto ad una platea di oltre seimila iscritti sparsi nell'intero territorio della provincia di Cagliari”.

“Come già esposto nella seduta del Consiglio del 6 febbraio, appare necessario che il nostro Ordine inoltri, con la dovuta sollecitudine, al competente Assessorato della RAS una specifica istanza affinché, analogamente a quanto fatto con la delibera sopra riportata, anche la Regione Sardegna estenda la possibilità che i corsi di aggiornamento per gli RSPP (lavoratori autonomi e non solo datori di lavoro) possano essere svolti attraverso la formazione a distanza, modalità peraltro espressamente prevista dal punto 3 dell'Allegato 1 dell'Accordo Stato Regioni del 26 gennaio 2006 (richiamato dall'articolo 32 del decreto legislativo 81/2008)”.

Il consigliere Todde precisa che le modalità di tenuta dei corsi non sono definite dalla Giunta regionale, che non ha alcuna competenza per legiferare in merito, ma, per uniformità a livello nazionale, vengono concordate dalla Conferenza Stato-Regioni, i cui accordi vengono successivamente recepiti dalla Regione come avvenuto per l'accordo del 26 gennaio 2006, che elencava genericamente tra le varie modalità quelle di tenere i corsi a distanza; del 5 ottobre 2006, che modificava l'accordo pretendente escludendo la possibilità di ricorrere a tale metodologia; del 21 dicembre 2011, che la consente limitatamente ai corsi per lavoratori e preposti escludendola per altre figure. In nessun'altra regione, inoltre, sono riconosciuti i corsi FAD se non limitatamente all'aggiornamento dei lavoratori e dei preposti. La sostenibilità ambientale, infine, non è per niente trascurabile in quanto incide sui costi rendendo presumibilmente minima la differenza di costo per fornire un servizio di minor qualità (i corsi online dell'Ordine di Sassari costano poco meno di quelli organizzati dal nostro Ordine).

Deplano aggiunge che l'accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 è attualmente in fase di revisione ed è plausibile che, come accaduto per altre figure, sia introdotta nella futura disposizione la regolamentazione dell'e-learning anche per gli RSPP/ASPP, per i quali tale modalità oggi non è riconosciuta valida.

Valutata la proposta, il Consiglio dà mandato al presidente di inoltrare un'istanza agli organi competenti tramite il CNI.

Riguardo le procedure di affidamento dell'incarico di consulenza e assistenza per l'organizzazione dei corsi, Nastasi afferma: “Si ribadisce la richiesta che tale affidamento sia gestito con una procedura di evidenza pubblica, seguendo la strada intrapresa nel 2010 con l'approvazione del regolamento di contabilità. Sarebbe opportuna la sottoscrizione di due convenzioni separate per ricondurre tale incarico ad una attività certa di consulenza e poter calibrare come attività accessoria estensiva dell'incarico principale il coordinamento dell'attività didattica. Questo era stato possibile trasferendo sulla segreteria parte dei compiti che erano gestiti all'esterno della nostra organizzazione, attraverso l'apposito reclutamento di un giovane ingegnere con i piani regionali PIP. L'anno successivo, con l'esigenza di non fermare l'organizzazione dei corsi, si era deliberato a marzo di estendere per un altro anno l'incarico allo stesso consulente. Ora a fine novembre 2012 paradossalmente sempre con la motivazione dell'urgenza per via della scadenza del 15 maggio 2013, si estende l'incarico sempre allo stesso consulente per il 2013, decisione che noi (Garau, Casciu, Cocco, Nastasi) non abbiamo condiviso, proponendo una procedura di evidenza pubblica. Nel periodo marzo-novembre 2012, ma anche solo tra novembre e dicembre, se ci fosse stata la volontà ci sarebbe stato tutto il tempo per attivare una procedura di evidenza pubblica e raccogliere tra gli iscritti manifestazioni di interesse per l'assunzione di tale incarico. Sono sicuro che avremmo professionisti altrettanto qualificati del nostro consulente storico. Stesso discorso per i docenti, scelti con criteri non oggettivi, e senza la necessaria trasparenza”.

I consiglieri Deplano, Lena, Boaretto e Tobia precisano che, come già detto in occasioni precedenti, si è semplicemente data continuità a quanto impostato ad inizio mandato da questo Consiglio e non si comprende ancora da cosa scaturisca la sollecitazione a modificare la situazione a ridosso della scadenza del quinquennio, tra l'altro senza avanzare ancora proposte concrete, cambiando la modalità di tenuta dei corsi nell'ultimo anno del quinquennio, visti i risultati e il gradimento che questa gestione ha ottenuto finora.

Todde precisa che l'incarico di consulenza per il 2013 è stato affidato allo stesso consulente con le stesse modalità e condizioni adottate da questo consiglio negli anni 2010, 2011 e 2012, visti gli ottimi risultati e i quasi unanimi apprezzamenti dei colleghi che hanno frequentato i corsi, e non certo per motivi d'urgenza, motivi non esistenti nel 2013 come pure nel 2010, 2011, e 2012.

Lena ricorda di non aver manifestato contrarietà allo studio e alla presa in considerazione di diverse soluzioni, ovviamente per gli anni futuri, essendo già stato approvato e in fase di svolgimento il programma 2013. Si ritiene comunque ottimale la scelta di prevedere un controllo e un coinvolgimento diretto dell'Ordine nella predisposizione e nello sviluppo dell'attività formativa destinata agli iscritti, per garantire un servizio di qualità nel rispetto certo della normativa, propendendo per l'esercizio del predetto controllo diretto e accantonando la possibilità di affidarsi a terzi ricorrendo alla esternalizzazione del servizio. Ad oggi, infine, il programma 2013, approvato a novembre dello scorso anno, è attualmente in pieno svolgimento e conferma il pieno gradimento da parte dei discenti e la bontà della scelta effettuata da parte del Consiglio una diversa modalità di tenuta dei corsi potrà essere adottata per il 2014 se il nuovo Consiglio lo riterrà opportuno.

Il presidente Lai comunica che l'Assemblea degli iscritti sarà convocata a breve per l'approvazione del bilancio e sarà posta in discussione anche l'organizzazione dei corsi sulla sicurezza.

Il presidente comunica che - su richiesta di un iscritto - era stato consegnato in versione di bozza il verbale della seduta del Consiglio del 16 luglio 2012. Nella stesura definitiva del verbale, il consigliere segretario aveva poi ritenuto opportuno riassumere la trattazione di uno dei punti all'ordine del giorno, semplificando il testo. Di fatto l'iscritto si è trovato con un verbale diverso rispetto a quello finale. Di questo il presidente si è scusato con il collega interessato e ha dichiarato che l'episodio è servito anche come RAC (Rilievo per Azione Correttiva) nell'ambito dell'iter certificativo dell'Or­dine degli Ingegneri, in modo che non si abbiano a ripetere situazioni simili.

Il presidente Lai informa che è stato preparato un sollecito da inviare all'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente in riferimento all'organizzazione corsi di acustica.

Aproposito della richiesta di parere presentata da un iscritto, il Consiglio ritiene che l'ingegnere ambientale possa firmare uno studio di impatto ambientale, avendo come limite la sola progettazione e direzione lavori della parte impiantistica e meccanica.

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